Polisportiva Dorando Pietri: nessuna integrazione tra Avis e Centro Prelievi

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Finalmente, dopo anni di discussione, l’Avis ha trovato una nuova casa. L’associazione donatori di sangue uscirà dall’ospedale Ramazzini di Carpi, liberando spazi di cui la direzione sanitaria ha ormai un cronico bisogno e andando a occupare parte del primo piano della Polisportiva Dorando Pietri di via Nuova Ponente. La struttura diventerà così un vero e proprio polo della salute carpigiana in quanto ospiterà oltre ad Avis e Aido, anche il Centro Prelievi oggi provvisoriamente allestito nella cappella del Ramazzini – sede del tutto inadeguata considerata la mole di lavoro cui fa fronte quotidianamente – e, molto probabilmente, la nuova farmacia comunale. “Abbiamo già firmato l’accordo di comodato d’uso con la Polisportiva – ci spiega Carlo Contini, presidente di Avis – che prevede la cessione dei locali del primo piano per una metratura rilevante, circa 450 metri quadrati. Abbiamo già in mano un progetto di massima ma siamo in attesa di completare gli ultimi dettagli per conoscere così la cifra definitiva che dovremo sostenere per sistemare e allestire gli spazi”. La somma che l’associazione dovrà racimolare è alquanto sostanziosa in quanto si parla di circa 150/200mila euro. “A sostenerci, sia dal punto di vista economico che organizzativo, saranno l’Avis nazionale e provinciale, unitamente a quelle di Asti e Brescia; contiamo di iniziare i lavori entro la fine dell’anno per potervi così entrare entro la primavera del 2013”. Il percorso di uscita dall’Ospedale di Avis è stato a dir poco travagliato, sono circa 10 anni infatti che l’associazione, di concerto con l’Amministrazione Comunale, valuta sedi alternative, bocciate una dopo l’altra poiché ritenute sempre del tutto inadeguate. Tra queste, ricordiamo la sede delle Autocorriere e l’ex magazzino comunale sito nell’area della Cappuccina reso oggi inagibile dal sisma di maggio. “La polisportiva risponde a tutte le normative – conclude Contini – comprese quelle dell’accreditamento dei punti di raccolta di sangue e plasma che entreranno in vigore”. Ma in cosa consiste esattamente l’accreditamento? A spiegarcelo è il dottor Roberto Mantovani, direttore amministrativo di Avis provinciale: “per accreditamento si intende l’atto attraverso il quale si riconosce ai soggetti già autorizzati all’esercizio di attività sanitarie lo status di potenziali erogatori di prestazioni nell’ambito e per conto del Servizio Sanitario Nazionale. Per ottenerlo la Regione ha stabilito dei requisiti e dei criteri normativi ben precisi da rispettare. I locali della Polisportiva ci consentiranno di garantire appieno il soddisfacimento di tali requisiti e di incrementare al contempo l’attività di raccolta”. Spiace che nelle parole dei dirigenti di Avis non traspaia la volontà di collaborare con l’Azienda sanitaria e, in particolare, con l’ospedale che da sempre li ha ospitati. Considerate le scarse risorse pubbliche infatti, sarebbe stato auspicabile mettere in campo più attori per cambiare look alla Polisportiva, magari integrando il Centro Prelievi – ad oggi non certo una priorità per l’azienda considerato lo stato in cui versano ancora gli ospedali di Carpi e Mirandola dopo il sisma – e la sede dell’associazione. Unire le forze avrebbe infatti comportato la creazione di un polo maggiormente funzionale e moderno e un’ottimizzazione di spazi e risorse disponibili. Anche considerando che il centro prelievi – che nella volontà aziendale dovrebbe prevedere anche un accesso diretto, ovvero senza prenotazione – è operativo per due sole ore al giorno. E se, per donatori e utenti, condividere la sala d’attesa non avrebbe certamente comportato alcuna differenza, per le casse di Avis e Azienda Sanitaria, probabilmente, non si può dire lo stesso…
Jessica Bianchi

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