Psicologo amico

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Passato qualche mese dalle prime scosse, che ne è del loro riverbero dentro di noi? Fatta la conta dei danni materiali resta quella delle crepe interiori, dei traumi psicologici che il sisma ha causato. Ne abbiamo discusso con Enrico Piccinini, psicologo psicodrammatista e formatore professionale, socio della Cooperativa Sociale Scai che durante lo scorso mese di agosto e sino a metà settembre è stato l’asse portante del progetto Lo psicologo amico, la rassegna di incontri gratuiti presso la Casa del Volontariato di Carpi.
Quante persone hanno usufruito del servizio?
“Si sono presentate 10 persone, tutte di sesso femminile, con un’età media di 34 anni. Sono le donne a mettersi in discussione più facilmente, perché più predisposte al cambiamento. Gli uomini tendono invece a restare più chiusi, a covare dentro ansie e malesseri, con la ben nota conseguenza della somatizzazione. Per prepararmi a questi incontri mi sono documentato sulla letteratura scientifica, sopratutto sulla sindrome post traumatica da stress. Il trauma è il classico caso in cui ognuno reagisce in base alla propria storia. Un esempio concreto: la Seconda Guerra Mondiale è stata uno dei momenti più belli della vita di mio padre che ha avuto l’avventura di fare il partigiano – parole sue – mentre si è rivelata un accadimento traumatico per mia madre, che tuttora piange se sente un aeroplano volare a bassa quota, una evidente vittima psicologica delle incursioni del ‘Pippo’ che molti anziani ricordano. Certo è che, per fortuna, la maggior parte delle persone non subisce alcun problema da eventi catastrofici, solo una minoranza predisposta ne sarà afflitta”.
Si sente dire che il picco di stress relativo a eventi di questo tipo si raggiunge 5/6 mesi dopo l’evento: è vero?
“Il fenomeno si spiega in questo modo: all’inizio la persona che ha subito il trauma cerca di reagire per sopravvivere. Soltanto quando avrà sistemato le cose al meglio, per esempio ristrutturato l’abitazione, ritrovato o ripreso il lavoro, messo la famiglia al sicuro, potrà ‘permettersi’ di stare male”.
Davanti a quali problematiche si è trovato?
“Le più disparate: dalla paura per l’incolumità fisica propria e dei propri parenti, che portava a non dormire più serenamente per poi passare le giornate andando da un paese all’altro tra Modena, Reggio e Bologna, alla ricerca di un luogo ‘sicuro’; il lutto per il proprio lavoro e per la casa; sintomi più tipici della sindrome post traumatica da stress, come la continua percezione delle scosse (ipervigilità); attacchi di panico; difficoltà nelle relazioni familiari. Ho avuto modo di constatare come questa serie di scosse abbia esasperato e portato alla luce tutta una serie di situazioni psicologiche preesistenti. Con lo stress di perdere la casa alcune famiglie si sono definitivamente separate, altre sono tornate nella regione o nel Paese d’origine. In qualche caso, invece, la perdita della casa ha stretto famiglie che si stavano sfilacciando, rinsaldandone i legami. Sempre presente è stata, poi, l’idea che questa terra tremerà spesso e che le cose non saranno più come prims”.
Quali i soggetti più esposti al rischio stress da sisma?
“Buona parte delle preoccupazioni erano rivolte verso gli anziani, i genitori, i nonni. Mentre nei confronti dei figli, dei bambini, le situazioni erano più tranquille e gestibili. I bambini, anche se apparentemente più fragili, si possono adattare più facilmente. Se dimostrano dei problemi è perché sono influenzati dagli adulti, facendo da ‘megafono’ alle ansie dei genitori”.
Registra un picco di abuso di psicofarmaci?
“Non sono emersi particolari abusi di farmaci che in precedenza non esistessero già, anche se in modo più nascosto. In qualche caso, anzi, lo stravolgimento di certe abitudini ha portato al termine di alcune routine farmacologiche”.
Quale la situazione emotiva nei prossimi mesi?
“Credo che da questa esperienza usciremo tutti più rafforzati, più motivati e tenaci e di sicuro con case e fabbriche più resistenti”.
Alla luce delle problematiche emerse da questi incontri, Scai propone una serie di seminari gratuiti relativi alla gestione dello stress, le separazioni in famiglia, l’arte di fare i genitori. Gli incontri si terranno presso la Casa del Volontariato il venerdì sera dalle 20.30 alle 22.30 o il sabato delle 16 alle 18. Per aderire basta inviare una mail a psicologoamico@scaionline.it.

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