Balletto delle poltrone in casa Pd

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Roberto Arletti, consigliere comunale a Carpi in quota Pd, non la manda a dire e interviene a gamba tesa nel dibattito sullo stato del partito cui appartiene. “Apprendo dalla stampa che la mia Segreteria Provinciale Pd – dichiara Arletti – è impegnata in questi giorni nel ‘balletto delle poltrone’ in vista delle elezioni politiche 2013. “Anche stavolta i nomi dei candidati sono decisi all’interno delle stanze della Segreteria, rispettando vecchie logiche di spartizione tra la nomenclatura ex-Ds da una parte ed ex-Margherita dall’altra, evitando così che siano i cittadini-elettori a presentare alla Segreteria gli uomini nei quali ripongono maggiormente la propria fiducia”. Insomma ci risiamo, almeno a sentire l’esponente Pd: un partito che dovrebbe essere erede della ‘gloriosa’ tradizione di quel PCI che con Enrico Berlinguer rilanciò la questione morale in tempi non sospetti, vale a dire prima dell’esplodere di Tangentopoli, pare incapace di liberarsi da un’idea di politica che ha più a che fare con la lotta intestina per assumere posizioni di potere ed influenza all’interno dell’organizzazione che nell’avere a cuore i reali interessi della società in cui si opera.
“Un partito che si definisce democratico e che punta a rafforzare il rapporto con il territorio – continua Arletti – deve lasciar scegliere anche ai cittadini i propri candidati, onde evitare che siano i “soliti noti” a decidere e imporre le candidature dei soliti ‘pre-destinati’. Tutto ciò, oltre ad accrescere l’insoddisfazione all’interno del Pd, alimenta l’antipolitica”. Non mancano neppure i nomi e cognomi. “Non ritengo nemmeno giusto che il segretario provinciale Davide Baruffi gestisca la corsa al Parlamento da segretario del partito. E’ stato infatti Romano Prodi a dire che L’umiltà è la più grande virtù che dovrebbe avere un uomo politico”. Perché gli elettori prestino meno attenzione agli avvertimenti dei ‘grillini parlanti’ occorrerebbe riguadagnare con le azioni concrete quel patrimonio di fiducia che la politica ha progressivamente dilapidato nel corso, quantomeno, degli ultimi venti anni. Assegni in bianco, con la fine delle ideologie, nessuno è più disposto a firmarne.
M.M.

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