La ‘fabbrica’ che non conosce crisi

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Dal trattore per la fattoria digitale ai filtri super innovativi per la dialisi, dallo ‘specchio magico’ di Liu Jo al motore elettrico che, applicato alle auto, le trasforma in veicoli ibridi: l’Emilia Romagna, terra di Galvani e di Marconi, si conferma patria di inventori e di brevetti. A proporre interventi per migliorare l’efficienza dei processi innovativi delle imprese è Dai Distretti Produttivi ai Distretti Tecnologici, la proposta avanzata dalla Regione Emilia Romagna: un bando (12 milioni e 500mila euro le risorse economiche impegnate) per promuovere un’evoluzione innovativa dell’intero tessuto produttivo all’interno dei laboratori di ricerca industriale e dei centri per l’innovazione coordinati da Aster, il consorzio che fa da ponte tra imprese, ricerca ed Enti pubblici.

L’attenzione al tema dalle nostre parti non manca. Lo testimonia, ad esempio, il fatto che siano targate Emilia Romagna 135 delle 160 domande depositate in Italia nei primi tre mesi dell’anno per accedere al bando nazionale che finanzia la registrazione e la valorizzazione delle invenzioni industriali. E non è un caso se l’Emilia Romagna mantiene il primato del numero di brevetti in rapporto al numero d’imprese, superando realtà industrialmente più forti come la Lombardia.

Dieci i progetti presentati nel bando regionale, decollati grazie al supporto di Democenter-Sipe, centro per l’innovazione che lavora per valorizzare la ricerca dell’Ateneo di Modena e Reggio, finanziati dalla Regione per complessivi 7,19 milioni di euro. Liu Jo per esempio collabora con il laboratorio Softech dell’università per progettare e realizzare applicazioni ICT (Information and Communication Technology) d’avanguardia nel settore della moda.

Per migliorare l’esperienza d’acquisto del cliente nei propri negozi, Liu Jo sta studiando per il nuovo punto vendita di Milano una vetrina interattiva che – anche quando il negozio è chiuso – consenta di vedere e sfogliare il catalogo sulla vetrina stessa che si trasforma in un grande touchscreen. Allo studio anche un camerino interattivo, dotato di uno ‘specchio magico’ che consente di vedersi – senza bisogno di girarsi – anche da dietro e di fianco. Innovazioni in vista anche per la gestione del magazzino e la lotta alla contraffazione: grazie all’introduzione della tecnologia RFID sarà possibile ad esempio sapere, in ogni momento, dove si trova un articolo.

In prima linea anche l’industria reggiana da sempre all’avanguardia nella meccanizzazione agricola e in grado di mantenere il suo primato anche nella rivoluzione digitale: Isotractor è il trattore superinnovativo alla cui realizzazione hanno contribuito sei aziende in sinergia con un gruppo di ricercatori dell’ateneo coordinati dal professor Larcher. Il trattore digitale va nella direzione di un’automazione molto spinta, che punta a far sì che il computer possa controllare e guidare ogni fase delle lavorazioni. Insomma: non conosce crisi la ‘fabbrica’ delle idee.

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