Dalla parte di Scazza

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Dopo oltre dieci anni di gestazione il progetto della nuova Piscina Comunale è a una svolta: la cordata formata da Cmb, Unieco e Coopernuoto ha infatti manifestato il proprio interesse per realizzare e gestire la faraonica opera da 11 milioni di euro, ponendo però qualche paletto.Tra le richieste di chiarimento presentate sul fronte della gestione, ve ne è una che ha attirato la nostra attenzione: “al fine di stimare con ragionevolezza – si legge nel quesito – i ricavi conseguibili dal bar-punto ristoro che verrà realizzato all’interno del nuovo impianto natatorio si chiede di conoscere la scadenza del titolo autorizzativo attualmente concesso al punto ristoro da Scazza Fast Food. Si chiede inoltre di conoscere se, decorsi i termini della suddetta autorizzazione, l’Amministrazione Comunale concederà ulteriori autorizzazioni per attività legate alla somministrazione di cibi e bevande presso il parcheggio dell’impianto natatorio”. Lapidaria la risposta del Comune di Carpi: “la nuova convenzione con il titolare del punto di ristoro – in corso di predisposizione e non ancora sottoscritta dalle parti – prevederà la sua scadenza al 31 dicembre 2013”. Dopo aver atteso oltre un decennio, a essere immolata sull’altare della nuova piscina, pare esservi una vittima sacrificale: Vincenzo Scazza. Ma facciamo chiarezza: “nell’aprile del 2011 – racconta Scazza – mi è stata rinnovata la licenza (relativa ai muri del fast food e allo spazio pubblico occupato) per altri dieci anni”. A essere messa oggi in discussione è invece la licenza relativa all’area esterna del punto ristoro. “A fronte del corposo numero di clienti che affollavano l’attività, chiesi al Comune di potermi allargare. In cambio della risistemazione e della manutenzione dell’area circostante, l’Ente Pubblico mi ha concesso altri 180 metri quadrati che mi hanno permesso di realizzare l’estivo del locale e di ampliare il magazzino”. Questa seconda concessione, stipulata nel 2009 e anch’essa di durata decennale, lo scorso anno, a causa dell’accelerazione del progetto della nuova piscina e del bando di gara che si stava approntando, è stata modificata: “i tecnici del Comune mi dissero che la convenzione sarebbe durata soltanto fino al 2013 e che, una volta realizzato il nuovo impianto natatorio, avremmo ridiscusso la questione e valutato il da farsi”. In soldoni: il Comune di Carpi cambia le carte in tavola e Vincenzo Scazza continua a pagare il mutuo chiesto per realizzare l’allargamento del locale, costato circa 100mila euro. “Naturalmente se lo avessi saputo prima non mi sarei mai imbarcato in un investimento che, soprattutto oggi, a fronte di una crisi pesantissima, incide fortemente sulla mia attività”. Un’attività nella quale quest’uomo crede da vent’anni, da quando, nel 1992, chiese la prima licenza per far rivivere – in pianta stabile – il parcheggio della piscina, area di passaggio strategica, vicina al polo scolastico e sportivo della nostra città. Un’istituzione insomma, che presidia da anni la zona e, tenendo aperto 24 ore su 24, esercita una non trascurabile azione deterrente. “Quando aprii l’attività, col nostro lavoro supplimmo a una carenza. In questa zona non vi erano altri punti ristoro. Da anni offriamo un servizio, ospitiamo un sacco di studenti che spesso non consumano ma stanno qui a studiare o ad attendere i genitori. Io non chiedo nulla se non di poter continuare a lavorare. Da una baracchina di 50 metri quadri ho lottato per averne 160, ho strappato coi denti l’autorizzazione a chiudere il porticato realizzando due salette per aumentare il numero di posti a sedere e sono riuscito a creare un’area esterna attrezzata: se mi tolgono quella il mio lavoro sarà compromesso e insieme al mio, quello delle 20 persone che lavorano qui. Oggi, accanto a una crisi che non molla, ci sono anche molti locali e si fatica a reggere la concorrenza, se mi tolgono posti a sedere, mi ammazzano. Qui ci ho messo tutto – continua Scazza – ci ho speso tutto quel che avevo e anche quel che non avevo. Io non voglio diventare ricco, voglio semplicemente pagare i miei dipendenti e saltarci fuori”.

“Il progetto così come è ora, non mi interessa”

A piscina ultimata, i nostri amministratori hanno promesso a Vincenzo Scazza di considerare insieme il da farsi. Nel frattempo, nel febbraio scorso, Scazza ha avuto un incontro con l’ingegner Fabrizio Ghidoni di Cmb, per valutare l’idea – plausibile – di una sua eventuale gestione del punto ristoro interno all’impianto. “Purtroppo il progetto, così come è ora, non mi interessa. Cucina, area somministrazione e magazzino occuperanno uno spazio a dir poco risicato: solo 25 metri quadrati (la mia cucina è 30 mq) a cui si aggiungerà un chiosco all’aperto sfruttabile in estate. Non sono nemmeno stati previsti degli accessi preposti al carico e scarico! In quei pochi metri comunque non potrei mai riprodurre ciò che faccio oggi nel mio fast food. Non ci sono gli spazi per lavorare”. Anche i costi della gestione destano qualche dubbio sulla produttività dell’attività: “come si possono sostenere 60mila euro l’anno, solo per la gestione, a fronte di spazi così miseri?”. Denari a cui il gestore dovrà aggiungere quelli necessari per gli arredi, il personale e, naturalmente, le vivande… L’eventualità di gestire il nuovo bar ha comunque solleticato Scazza, da sempre pronto a reinventarsi: “se il punto ristoro occupasse l’area della vecchia piscina coperta (che verrà comunque demolita quando sarà pronto il nuovo impianto) avremmo 400 metri quadrati da sfruttare. Quella sarebbe un’ipotesi che valuterei, in caso contrario, diano pure la gestione a chi vogliono. Mi chiedo chi, oggi, possa accollarsi dei costi tanto elevati e investire in un progetto nato dieci anni fa e, quindi, vecchio e poco rispondente alla realtà delle cose”.

Il Comune rassicura

“Non vi sono motivazioni politiche o impedimenti occulti che hanno sinora impedito la sottoscrizione della nuova convenzione con il titolare del punto di ristoro da Scazza Fast Food. L’atto che dovrà essere vagliato dalla Giunta è ancora in corso di predisposizione ma, che sia oggi o tra dieci giorni, si andrà di sicuro al rinnovo della convenzione fino all’apertura del nuovo impianto natatorio. Non vi sono infatti motivi perchè ciò non avvenga”, ha spiegato l’assessore Simone Tosi.

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