Mentre la sanità pubblica muore, quella privata si organizza

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Sono 20 le strutture sanitarie private accreditate della Provincia di Modena, associate Anisap Emilia Romagna, che si sono unite per far fronte alle lacune della sanità pubblica, per snellire le liste d’attesa – spesso eterne – e, allo stesso tempo, per dare una risposta alla crisi che attanaglia le famiglie, applicando dei tariffari agevolati sulle prestazioni sanitarie. A questa rete, denominata Progetto Ben-Essere, hanno aderito anche tre poliambulatori privati carpigiani: Città di Carpi, San Nicolò S.r.l. ed Hesperia Diagnostic Center Carpi. Ma come funziona? A spiegarcelo è il dottor Roberto Paraluppi, direttore amministrativo di Città di Carpi. “In giorni prestabiliti, ogni struttura elargirà visite specialistiche a prezzi davvero contenuti: di poco superiori a quelli dei ticket ospedalieri. Grazie a un accordo con Federfarma poi, i cittadini potranno prenotare le loro visite nei centri aderenti al progetto Ben-Essere, direttamente in farmacia”. Il progetto – che sarà ufficializzato il 13 aprile, a partire dalle ore 17, presso la Camera di Commercio di Modena – segue le orme di quello attivato, tre anni or sono a Bologna, con ottimi risultati. “E’ un servizio importante – continua Paraluppi – un’alternativa utile alle famiglie, spesso strozzate dal costo della vita che, impossibilitate ad aspettare mesi e mesi prima di ottenere una visita specialistica convenzionata non possono però permettersi i costi dei privati”.
Che la sanità pubblica navighi in cattive acque è notorio: che i privati si stiano alleando per prepararsi a una futura spallata? “Non siamo in concorrenza – sottolinea lapidario il direttore amministrativo di Città di Carpi – il direttore dimissionario dell’Azienda Usl di Modena, Giuseppe Caroli, ha accolto con entusiasmo la nascita di questo progetto, che si pone in un’ottica di complementarietà, di accompagnamento”. Il settore sanitario privato già oggi rende un servizio prezioso, basti pensare ai numeri. Il solo poliambulatorio di Fossoli con le sue mille mammografie e le 500 colon e gastroscopie annue, contribuisce grandemente a snellire liste di attesa che, altrimenti, con le sole risorse pubbliche, rischierebbero di collassare del tutto. “Nessuno può permettersi di aspettare 8 mesi o un anno per un esame”, conclude Paraluppi. “Oggi iniziamo un nuovo percorso di vicinanza al pubblico, ma non sappiamo dove questa strada ci porterà in futuro”.

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