Il necrologio della Loria

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Alle otto mancano cinque minuti, e Simona Battini inizia a prepararsi per uscire. Fuori è da poco tramontato il sole su questo sabato e Simona sa che il buio sta calando sul suo ultimo giorno di lavoro qui. Ma da domani, oltre a non ospitare più i dipendenti di Euro&Promos, la chiusura della Biblioteca Loria di Carpi passerà dal lunedì alla domenica. Abbiamo chiesto agli utenti cosa ne pensano e, almeno tra le persone intervistate, il malcontento è unanime.

“Non c’è da stupirsi che in una città come Carpi tolgano un ulteriore spazio per i giovani, che di domenica frequentavano la Loria molto assiduamente – commenta Davide Silvestri, che mentre studiava come fisioterapista ha frequentato parecchio la Biblioteca – Vengo da un recente viaggio in Portogallo e là le biblioteche universitarie sono sempre aperte”. Contraria anche Elisa Leoncini: “è indecente che i primi tagli, durante una crisi, si effettuino sulla cultura”.

Non che la domenica la biblioteca fosse poco frequentata, tutt’altro: il dato oscilla tra le 500 e le 600 presenze. Loredana Caravello, studentessa di Economia a Modena, prova a proporre una soluzione: “dovrebbero sforzarsi di tenere aperto almeno la domenica pomeriggio, anche soltanto mezza giornata, perché a mio avviso chiudere del tutto significherebbe commettere un grave errore”. Il Comune sostiene di non poterlo fare per questioni di contratto con i dipendenti comunali che sostituiranno i colleghi precari, ma questa ragione non basta, a quanto pare, a far mandare giù ai lettori l’indigesto boccone. “La domenica rappresenta anche un momento in cui le persone non lavorano – fa notare Giulia Bassoli – e quindi le famiglie si sarebbero potute avvicinare maggiormente alla cultura. Tener aperto in questa giornata significa anche proporsi a un target diverso da studenti e pensionati”.

Per frequentare le sale di studio dell’ex manifattura Loria c’è persino chi viene da lontano. Come Federico Spaggiari: “sono di Fabbrico, ed è capitato più volte che, per preparare un esame, sia entrato nel primo pomeriggio e uscito poco prima delle otto di sera. In provincia sono soltanto un paio, che io sappia, le biblioteche che offrono questo preziosissimo servizio”. Come lui anche Maria Clara Restivo, che arriva da Rolo: “è un peccato. La domenica l’ho sempre trovata davvero piena. D’altronde la cultura ci ha sempre rimesso, anche senza crisi.

Credo sia una scusa in più per togliere dei fondi ad attività che potrebbero fare davvero la differenza nella formazione delle persone”. L’ultimo triste commento lo fa Maria Peri, una dei Bibliotecari Esuberanti, “l’ultima persona con cui ho parlato stasera in biblioteca è un signore magrebino. Abbiamo scambiato qualche parola sull’importanza della biblioteca come luogo di incontro tra le persone e le culture. Ci siamo trovati pienamente d’accordo e lui se n’è andato con in mano il dvd di un film tunisino, uno della serie di Peppone e don Camillo e un cd di Venditti. Anche io me ne sono andata. Punto”.

Dal 1° aprile insomma, chi alla domenica era abituato a trascorrere qualche ora in compagnia dei grandi maestri della letteratura mondiale o dei bravissimi scrittori di celebri best seller dovrà rinunciarvi, a meno di non avere una biblioteca domestica ben fornita o di andare in libreria. In ogni caso tranquilli, c’è sempre il centro commerciale. Quello, è sempre aperto…

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