Chi ha passione e fa qualità starà a galla

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Gianfranco Zinani è titolare del Ristorante L’Incontro in via delle Magliaie, 4 dove si è trasferito nel 2006. Punto di riferimento per chi ama i sapori tradizionali, L’Incontro nasce nel 1995.
Ha mai pensato, almeno una volta, in tutti questi anni, di chiudere?
“Di chiudere mai perché ho ancora la voglia di 38 anni fa, quando son partito a fare questo lavoro. Ma più volte mi è venuto l’istinto di andare Oltralpe”, risponde Zinani che rievoca gli Anni ‘70 in cui tutto era possibile, “anche essere scriteriati. Eppure tutto poteva riuscire”. Poi è arrivato il 2008 a lasciare un segno globale e, alle piccole imprese che vogliono fare degli investimenti, è crollato il mondo addosso. “Forse qualcuno non rifarebbe più quello che ha fatto se fosse partito dopo il 2008. Noi abbiamo fatto il trasferimento nel 2006 e devo dire che è stato un passo azzardato col senno del ‘dopo 2008’ ma a fare qualità si sta a galla”.

*b*Peggio il 2009, il 2010 o il 2011?+b+
“Credo che il peggio sia stato il 2011 perché evidenzia in modo drammatico la continuità della recessione. Io spero che tra due anni ci sia una timida ripresa”.
Per il 2012, Zinani non avanza grandi pretese: “un po’ di attenzione in più per il settore del commercio perché c’è gente che ha voglia di lavorare e fa tanti sacrifici e rinunce pur di mantenere in vita la propria azienda”.

*b*Va peggio in centro storico o in periferia?+b+
“Se in periferia sei in prossimità di una zona ad alto flusso di traffico hai comunque una buona visibilità. Il centro può soffrire di più adesso perché la gente rinuncia a farvi un giro a causa di una drastica riduzione degli acquisti”.

*b*Nel 2012 a incidere sarà una fiscalità pesantissima a partire dall’Imu la nuova imposta sugli immobili. Ha già calcolato quanto pagherà?+b+
“Non ho ancora calcolato quanto dovrò versare al fisco perché noi commercianti siamo fatti così: ce ne rendiamo conto quando è il momento di aprire il portafogli. Non possiamo preccuparci dei nuovi balzelli. Sebbene questa Manovra fosse da fare penso sia eccessiva così, tutta d’un colpo. Il commerciante ha bisogno di ragionare su come far funzionare la sua attività”.
Zinani non indica percentuali di spese, tasse e ricavi del bilancio perché “non è semplice buttar lì delle cifre, ognuno ha il suo modo di gestire” ma a pesare è il mantenimento del personale. “Chi ha una gestione come la nostra deve tener conto del costo pazzesco del personale: un dipendente in busta paga viene a costare il 120% dello stipendio”.

*b*E’ a rischio la tenuta delle imprese?+b+
“Sì. Ho testimonianze grazie a conoscenze che ho nel Veneto: sono dati pazzeschi. Da paura. Ancora noi non ce ne rendiamo conto nella nostra zona”.

*b*Servono i progetti di crescita e sviluppo, ricerca e innovazione? +b+
“Siamo ancora fermi su questo. Vedo solo la voglia di tagliare le spese e mettere tasse per la buona causa dei conti pubblici e della credibilità del Paese. Ma non ci sono margini per iniziare la crescita”.

*b*C’è una ricetta per sopravvivere e superare questo momento? +b+
“Indubbiamente ogni impresa deve saper rinunciare ai costi più superflui ma mai tagliando sulla qualità. Noi non siamo attività etniche che si possono permettere molta manodopera con costi più contenuti. Noi dobbiamo dare la qualità”.
Ai commercianti Zinani lancia un messaggio: “non mollate, coraggio, è il momento di darci dentro. Chi ha passione e fa qualità starà a galla”.

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