Alleanze intermittenti

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A Novi impazza il toto alleanze. Non bastava il tutti contro tutti, con 5 liste differenti – tre ascrivibili al Centrosinistra e due al Centrodestra – per un paese di poco più di 10mila abitanti. Ora si scatena anche la bagarre relativa alla presunta alleanza tra il Pdl locale, guidato dalla candidata sindaco Tania Andreoli e il movimento di estrema destra spesso accusato di simpatie neofasciste Forza Nuova.

A darne notizia il responsabile provinciale di FN, Daniele Baldaccini: “Forza Nuova si candiderà ufficialmente alle Amministrative del paese con alcuni esponenti (5 i nomi) all’interno della lista con a capo l’attuale consigliere comunale Andreoli. Siamo felici per questa corsa insieme, conosciamo e stimiamo molto la nostra candidata e siamo convinti che sia l’unica persona in grado di prendere in mano le redini di questo Comune per poter finalmente migliorare le condizioni in cui questa mal gestione della Sinistra lo ha condotto. A breve presenteremo insieme il marchio e il programma sui cui verterà la nostra campagna elettorale”.

La candidata del PdL ha poi smentito l’alleanza, ma al momento della stesura di questo articolo voci autorevoli sostengono che il Pdl provinciale abbia chiesto all’Andreoli di fare un passo indietro, pena continuare da sola senza potersi giovare del simbolo del partito al quale appartiene. Quel che è certo è invece il sostegno espressole dal Movimento di Responsabilità Nazionale guidato dall’Onorevole ‘transfugo’ Domenico Scilipoti.

“Il Movimento di Responsabilità Nazionale ribadisce il sostegno alla candidatura della Andreoli in occasione dell’imminente appuntamento elettorale che vedrà il Comune di Novi protagonista, smentendo seccamente le notizie apparse sulla stampa locale di un presunto accordo tra il Movimento guidato da Scilipoti e il gruppo di Forza nuova”. Dalla padella alla brace, verrebbe da dire. O, citando quello che, prima della sua folgorazione sulla via di Arcore, era l’ex-leader dell’On. Scilipoti, Antonio Di Pietro: “Ma che c’azzecca?”.

Guadagnare il sostegno dei Responsabili per perdere quello della Lega Nord non sembra una di quelle mosse da generale Kutuzov. Che a Novi stia avvenendo qualcosa di più di un semplice bailamme? Il piccolo centro sembra essere anticipatore di diversi fenomeni destinati poi a estendersi sul territorio nazionale: il superamento delle nascite di bambini figli di immigrati prima, uno scenario da fallimento del bipolarismo poi.

Chi può dire infatti se quel che sta avvenendo qui non prefiguri ciò che succederà alle prossime elezioni politiche nazionali? Una Lega che, comunque smarrita – che senso ha proporre un candidato sindaco che non è neppure di Novi? – corre da sola dopo l’alleanza infranta con il Pdl; il principale partito del Centrodestra che si smarrisce in alleanze improbabili che rischiano di rivelarsi degli autogol. Non che a sinistra vada meglio, intendiamoci. Con il Pd incapace di proporre una sintesi a tutte le forze ‘progressiste’ – che procedono in ordine sparso con tre liste – anche a sinistra regna il caos.

Tra chi plaude alla democraticità di un’offerta politica ampia e chi, stringendo i denti, fa appello al voto utile, resta il fatto che la situazione è, giornalisticamente parlando, assai gustosa. Ne vedremo delle belle.

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