Un’esperienza che apre la mente

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Lasciare famiglia e amici per immergersi completamente in una realtà straniera, conoscere coetanei di tanti paesi, affrontare situazioni difficili, vivere esperienze indimenticabili. Tutto questo è l’Erasmus e tutto questo l’hanno vissuto dal 1987, anno di nascita del programma, circa un milione e mezzo di studenti in tutta l’Unione Europea. L’Erasmus è stata la recente scelta anche della 21enne carpigiana Serena Morselli. Dopo il diploma scientifico con indirizzo tradizionale-bilingue al Liceo Fanti, Serena dal 2010 è iscritta alla facoltà di Fisica a Bologna. In questi giorni, la studentessa carpigiana, è rientrata a Carpi solo per una breve pausa prima di ripartire alla volta di Berlino per completare la sua borsa di studio alla Freie Universität che scade a fine luglio.

*b*Serena, quando e perchè hai deciso di andare a studiare a Berlino?+b+
“Berlino mi ha sempre affascinata per la sua storia e in quanto capitale della Germania, paese che io amo molto, e ho avuto la conferma del suo fascino quando l’ho visitata durante una gita in quinta superiore. Perciò, non appena è uscito il bando Erasmus 2011/2012 e ho visto che come opzione c’era Berlino, non me lo sono fatta ripetere due volte”.

*b*Come si svolgono le tue giornate nella capitale tedesca?+b+
“A Berlino condivido una stanza nel quartiere di Zehlendorf insieme a Sonja, una ragazza di Stoccarda. Esco al mattino e torno nel pomeriggio, magari con pranzo in mensa insieme ai compagni o, col bel tempo e visto il tanto verde del campus, un panino al sole. Vivendo un po’ lontana dal centro, circa una mezz’ora di metropolitana, non mi capita spesso di uscire durante la settimana, ma preferisco passare la serata in casa con gli amici per cenare e divertirci con i giochi di società, che qui sono molto popolari. La vera vita Erasmus la vivo nei weekend e durante le vacanze”.

*b*Qual è la vera vita Erasmus?+b+
“E’ vivere la città e la multiculturalità che la caratterizza, e non solo la lingua, dal semplice andare in un pub a fare serata al più esotico concerto di musica africana o argentina, al più caratteristico WG-Party: il WG è un appartamento condiviso, come tutti quelli di noi studenti, e se si decide di fare una festicciola il padrone di casa non manca mai di dirti: “se vuoi porta un amico”. Così nascono le serate più belle, a ballare in qualche soggiorno con persone appena conosciute, a cucinare in compagnia o ad assistere a chi improvvisa una jam-session con tamburi e chitarre trovati in casa. Penso che l’Erasmus vada ben oltre gli stereotipi dell’andare a ballare tutte le sere e conoscere gente da tutto il mondo: queste cose sono di certo vere, ma tutto quello che dentro di te suscita un’esperienza di vera vita vissuta all’estero, da cittadino e non da turista, con l’impegno di integrarti nella tua nuova città e nella tua nuova casa, è ai più incomprensibile forse anche perchè letteralmente indescrivibile. L’esperienza Erasmus rappresenta il primo passo per aprire davvero la mente”.

*b*L’Erasmus è sempre un’occasione per stringere nuove amicizie con persone provenienti da ogni parte del mondo. Vuoi parlarci delle tue?+b+
“Le mie prime amicizie sono state un ragazzo iraniano e una coppia di coinquiline, una polacca e una aretina, ma è quasi impossibile evitare gli italiani. Malgrado abbia cercato di vivere solo in un contesto tedesco, la vicinanza culturale è davvero un legame troppo forte, e gli amici italiani sono decisamente indispensabili. Ho legato molto anche con i miei compagni di classe, quasi tutti tedeschi, e altre due ragazze erasmus, una inglese e una slovacca: insomma uno splendido poutpourrì! Ma l’amica più cara è decisamente la mia coinquilina, che mi fa sentire a casa anche qui a Berlino”.

*b*Quali sono le differenza principali che hai riscontrato tra il modo di vivere a Berlino, e qui nel tuo paese? E per quanto riguarda la vita universitaria?+b+
“La differenza principale nella vita di tutti i giorni è la totale indifferenza al tempo, e ciò significa lezioni a qualsiasi orario e pasti a qualsiasi orario. Da quando la giornata inizia a quando finisce tutti fanno di tutto senza ordine cronologico apparente. Sembra strano ma in effetti tutto è molto più spontaneo, oltre che pratico. Si fa semplicemente quel che si deve fare, indipendentemente da che ora sia, da ciò che possano pensarne gli altri, e questo vale non solo per gli studenti ma anche per i manager in abito scuro. L’approccio libero alla giornata è molto stimolante, e molto diverso da quello che ho sempre vissuto per lo meno a Carpi. La stessa spontaneità si riflette poi nelle lezioni: c’è un contatto molto diretto con i professori e i tutor, l’ambiente universitario è davvero un’amalgama molto ben miscelata! Tutto è a portata di mano, dai musei con fortissime riduzioni di prezzo per gli studenti, alle biblioteche, ai tantissimi cinema con film in lingua originale, ai mille eventi culturali volti soprattutto a sottolineare l’internazionalità di ogni argomento!

*b*C’è un luogo in particolare che ti porterai per sempre nel cuore?+b+
“Il Mauer Park: uno spiazzo grandissimo ai piedi di un pezzo restante del muro in cui ogni domenica oltre a uno splendido mercatino delle pulci, c’è il karoke più famoso di tutta la Germania. In una piccola arena naturale, una folla di adulti e bambini rimane per ore seduta sulla collina per assistere entusiasta alle esibizioni canore di gente proveniente da tutto il mondo, da una bimbetta sui sei anni ad un signore anziano nostalgico di John Wayne, che cantano, o ci provano, alcuni terribili, altri bravissimi, e tutti ad applaudire sempre e comunque. La fila per esibirsi è lunghissima ma un giorno o l’altro lo voglio assolutamente fare”.

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