Il bel Tavani sul grande schermo

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Torna sul grande schermo l’attore carpigiano Gianmarco Tavani nel film I giorni della vendemmia, ambientato nell’Emilia del 1984 e diretto da Marco Righi.
Gianmarco è uno dei tre protagonisti e lo raggiungiamo a Parigi dove al momento sta curando il management europeo per la linea di abbigliamento Abercrombie & Fitch, uno dei brand più amati dai giovani in tutto il mondo. Ingegnere, modello per Fendi, attore e manager, gira il mondo da anni riuscendo a conciliare una molteplicità di attività sempre col sorriso.

*b*Gianmarco, che parte fai nel film e che valore dai all’emilianità tu che sei sempre in giro?+b+
“Nel film interpreto un ragazzo che rientra a casa dopo mille viaggi e sperperi, un po’ come nella parabola del figliol prodigo… anche se lo scenario è quello della nostra campagna degli Anni ’80, tra Tondelli e Berlinguer. Il mio personaggio è nato in quella campagna, dalla quale fugge per nutrire i propri sogni o, forse, solo per conoscere se stesso. A volte però, più cerchiamo lontano, più capiamo quanto le nostre radici siano importanti e ci rendano unici e a nostro modo invincibili. La mia emilianità è sempre con me, nascosta sotto un cappotto o un accento meno carpigiano; me la ritrovo in tutto ciò che mi fa approcciare alle persone e alla vita in modo puro e delicato”.

*b*Fare l’attore è il sogno dei creativi, fare il manager il sogno dei commerciali: come si conciliano i due ruoli contemporanemante?+b+
“Semplicemente cogliendo tutto ciò che la vita ci offre, senza aver paura di essere etichettati da nessuno. I conti li faccio solo con me stesso (e mia madre). In questo momento di opportunità, come direbbero gli americani, è difficile scegliere di fare solo un mestiere. Mio nonno mi diceva sempre: Chi ga baun tira! Fortunatamente l’energia non mi manca: per il resto adoro imparare.
Abbiamo parlato di attore e manager, ma quanti altri mestieri ho intrapreso per avere due soldi in tasca (cameriere, barista, autista, venditore di macchine, bodyguard…) ognuno mi ha insegnato qualcosa”.

*b*Quante volte l’anno riesci a tornare a Carpi dai tuoi amici e dalla tua famiglia e cosa ti manca di più della “carpigianità”?+b+
“Purtroppo poche. Quest’anno solo a Natale e qualche giorno in estate. I miei amici sono sparsi nel mondo tra Los Angeles, Roma e Parigi mentre la mia famiglia è ancora a Carpi come altri amici che ora hanno famiglia e bimbi. Diciamo che mi manca viverli tutti nella quotidianità, nelle piccole cose di tutti i giorni. Il rientro a casa è il regalo più bello che posso farmi”.

*b*Provincia o città?+b+
“Il film I giorni della vendemmia ci regala una frase emblematica: “voi cittadini amate la campagna… ma una volta che ci siete non vedere l’ora di ripartite”. Forse è un po’ così, ma credo che quando qualcuno sta bene con se stesso abbia poca importanza dove sia. Al momento io sono un animale da città ma non vorrei mai far crescere i miei figli in una capitale”.

*b*Hai altri film in progetto che dobbiamo appuntarci in agenda?+b+
“C’è un altro film intitolato Canepazzo che potrebbe uscire da un momento all’altro con Franco Nero, Miriam Catania, Franco Trevisi… E’ un thriller sulla storia di un serial killer sempre degli Anni ’80. Io sono l’investigatore di oggi che, pezzo dopo pezzo, ricostruisce la storia. Poi c’è Il giorno del mio compleanno, capolavoro di Roberto Cappucci. E questa settimana é in uscita negli Stati Uniti un videoclip girato con Manuel De Teffe di una cantante inglese”.

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