Remesina: da zero a dieci? Cinque

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“Da zero a dieci: cinque”. Questa la risposta fornita dall’Assessore alla viabilità del Comune di Carpi Carmelo Alberto D’Addese a chi gli chiedeva quante possibilità vi fossero di vedere ripristinato il doppio senso di marcia su via Remesina, l’arteria che da sempre rappresenta il collegamento più agevole tra la città e la popolosa frazione di Fossoli. L’annuncio è stato dato nel corso dell’assemblea organizzata dalla Giovane Italia e dal Comitato per il no al senso unico, indetta per discutere delle modifiche alla viabilità in corso di sperimentazione in quella zona. Risposta che, in ogni caso, suona come una parziale retromarcia dell’Amministrazione Comunale rispetto a quella che pareva essere una decisione non negoziabile. Difficile non pensare che, a pesare, siano state anche le 1.100 firme raccolte dalla Giovane Italia e la rabbia montante di tanti cittadini ed esercenti commerciali. Livore che lunedì 13 febbraio, in Sala Congressi, ha avuto modo di manifestarsi appieno: “sono disperata, delusa e triste – ha dichiarato Lorella Grilli, del ristorante La cascina – diteci voi cosa dobbiamo fare, dateci dei tempi. Perchè così noi rischiamo di dover chiudere bottega”. La sua era solo una delle tante voci che hanno formato il coro di una protesta pressochè unanime. “Non ci si venga a raccontare che la Remesina a senso unico è più sicura di prima, dal momento che le macchine sfrecciano come se fossero in autostrada – ha incalzato Maddalena Frulio – e poi ci è giunta voce che anche tra la Polizia Municipale vi sia stato chi non era d’accordo con il provvedimento preso dall’Amministrazione”. A due mesi dall’entrata in vigore dell’ordinanza, i cittadini traggono le loro conclusioni. Come Riccardo Galantini che commenta: “con l’obbligo di percorrere la provinciale aumentano distanze, tempi e, di conseguenza, costi. Anche le auto che, incolonnandosi a passo d’uomo, attraversano Fossoli dalla Chiesa alla Bretella, non fanno che aumentare il tasso – già altissimo – di inquinamento. Le scelte che vedo non sono quelle ponderate di un’Amministrazione attenta al benessere dei propri cittadini”. C’è poi chi fatica a comprendere l’ordine con il quale il Comune ha proceduto. “Non sarebbe stato più opportuno compiere prima dei lavori per assicurarsi che le macchine andassero più piano, e soltanto allora stabilire il senso unico?”, ha domandato Paola Bisi. Nel botta e risposta la tensione non ha fatto che aumentare. Tanto che, verso le 22.30, alcuni cittadini hanno abbandonato la sala, esasperati da quelle che, per loro, erano le “non risposte” dell’assessore D’Addese, al grido di “vergogna, non ci paghiamo le bollette con le vostre belle parole”. Presente anche Massimo Fontanarosa di Ascom Confcommercio di Carpi, il quale ha pubblicamente dichiarato che, se non si troverà al più presto una soluzione, è possibile che vengano intraprese le vie legali. Questa modifica alla viabilità  è insomma riuscita nel difficile compito di mettere d’accordo praticamente tutti: nessuno la vuole!

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