Non c’è due senza tre…

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Scusate l’irriverenza ma, a noi, quella della piscina, sembra proprio una barzelletta. Di quelle brutte però, che a furia di sentirle raccontare, non fan più ridere nessuno. Sono oltre dieci anni che a Palazzo si discute dell’inadeguatezza della piscina comunale di Carpi. Giunta dopo Giunta, per la progettazione del nuovo impianto natatorio cittadino sono già stati spesi oltre 600mila euro. Una saga che pare proprio non volere regalarci il tanto sospirato happy end. Il Progetto definitivo per la ristrutturazione e l’ampliamento della piscina, dopo essere stato approvato dalla squadra Campedelli e dopo aver ricevuto il beneplacito del civico consesso, lo scorso anno, si è nuovamente arenato e i lavori di riqualificazione sono ancora un miraggio. L’Amministrazione Comunale infatti continua a prorogare i termini di presentazione delle offerte del bando di gara a procedura aperta per l’affidamento della concessione di costruzione e gestione dell’impianto natatorio. Inizialmente il termine per la presentazione delle offerte era stato fissato al 7 dicembre, poi al 27 gennaio, ora al 2 marzo (presentazione) e al 14 marzo (apertura plichi). I più maliziosi penseranno che nessuno si sia fatto avanti e che, quindi, l’Amministrazione prenda tempo. In realtà la questione è ancor più divertente… Le proroghe infatti, in entrambi i casi, si sarebbero rese necessarie per dare chiarimenti tecnici alle imprese interessate che avrebbero posto alcuni quesiti (reperibili sulla Rete Civica Carpidiem, alla voce bandi). Avidi di conoscere i nomi dei soggetti, (“Abbiamo avuto diverse manifestazioni di interesse”, ha infatti assicurato l’assessore a Sport e Benessere Alberto D’Addese) ci avventuriamo nelle pieghe di carpidiem.it per poi scoprire, amaramente, che i presunti soggetti sono stati “oscurati”. Consapevoli che non vi sia due senza tre, attendiamo con ansia la terza proroga dell’Amministrazione poiché, essendo il bando, evidentemente redatto in sanscrito, qualcuno, reale o immaginario che sia, avrà sicuramente altre domande da porre relativamente a un progetto tanto nebuloso quanto multimilionario. E intanto, a muovere ulteriormente le acque e a sollevare leciti dubbi, ci pensa anche Lamberto Menozzi, presidente di Albatros, cooperativa che attualmente gestisce l’impianto: “è ovvio che faticano a trovare delle ditte interessate e questo principalmente perché mancano 200mila euro all’anno di entrate. Sono stati conteggiati circa 350mila euro di introiti dalla vasca esterna quando noi, se va bene, ne facciamo 100mila”. Mica bruscolini…

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