Una partita ancora tutta da giocare

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Le istituzioni di Carpi sono convinte che, al contrario di quanto si pensi, sia più rumorosa una foresta che cresce rispetto a un albero che cade. A questo proposito sono due gli aspetti principali – tra i tanti trattati – emersi dal Consiglio Comunale sul verde aperto alla cittadinanza, tenutosi lo scorso venerdì 2 dicembre: Carpi è una città che può vantare risultati invidiabili dal punto di vista ambientale, anche se necessita, nel suo prossimo futuro, di un grande polmone verde. Indetto a partire – onore al merito – da una richiesta della Lega Nord, la serata è stata organizzata, nelle modalità del suo svolgimento, dal presidente del Consiglio Giovanni Taurasi, che ha cercato di legarla a doppio filo col convegno Il futuro del verde urbano nella città sostenibile, organizzato dall’assessore all’Ambiente Simone Tosi la settimana precedente. 19 metri quadrati di verde pubblico per abitante, 31mila piante censite tra parchi e viali, 151 ettari a verde in totale, 23 ettari di boschi sul territorio carpigiano: sono questi i numeri di una città che, lo hanno riconosciuto tutti i presenti, su questo tema ha agito bene nel corso degli anni. E se, in passato, l’obiettivo è stato quello di insediare un verde diffuso, con tanti piccoli spazi sparsi in tutte le zone della città, la sfida che si profila all’orizzonte è quella di creare un grande polmone. Lo conferma anche il geometra Claudio Lodi, responsabile del verde pubblico del Comune: “occorre riflettere sulla possibilità di creare aree verdi molto più grandi”. Ed è a partire da questa considerazione che si apre la seconda, più delicata questione. Fermo restando che l’accordo sulla necessità di un grande spazio verde è pressoché unanime: come, e soprattutto dove, crearlo? Tra i progetti in campo, due paiono avere maggiori chance: Parco Lama e Parco della Cappuccina. Sul primo, che si estenderebbe per oltre 1 milione di metri quadrati nella zona est della città – quella alle spalle della stazione ferroviaria compresa, per intendersi, tra via Tre e Due Ponti – si è già detto molto. Progetto, questo, che ha saputo guadagnarsi – complice l’indubbia abilità comunicativa di Maurizio Marinelli, presidente dell’Associazione Parco Lama e dei suoi oltre 5mila aderenti – un crescente appoggio della politica. A presentarlo al Consiglio è stato lo stesso Marinelli. “Abbiamo raccolto 5.300 adesioni, ma per farlo divenire il ‘bosco’ di Carpi occorre che la politica metta sul piatto la sua sensibilità nei confronti dei proprietari dei terreni edificabili. Le città che non progettano il loro futuro, rinunciano ad averlo”. Della validità del Parco è convinto Roberto Andreoli del PDL. “Questo è Il progetto che la città ha davanti per dare una svolta epocale al suo sviluppo”. Interesse dimostrato anche da Gigliola Pivetti di ApC: “apprezzo la crescita di sensibilità che c’è stata su Parco Lama. Dal ‘non possiamo farlo’ si è passati al comprendere la necessità di privilegiare un bosco”. Se anche nel Pd il progetto piace, all’interno del partito di maggioranza le posizioni sono più variegate. Anche perché c’è un’altra idea che interessa i consiglieri: quella del Parco della Cappuccina, che si estenderebbe nella zona alle spalle del cimitero, sul quale avevano presentato un’interrogazione i consiglieri del Pd Paolo Gelli e Maria Grazia Lugli. Quale sarà dunque il futuro verde di Carpi? Partita aperta e ancora tutta da giocare. Nell’attesa di osservare come si evolveranno i fatti, fa però piacere notare come che nella nostra città la “lobby verde” sia davvero attiva e piena di entusiasmo. In conclusione, Tosi ha annunciato: “faremo un Piano strutturale comunale a volumi zero, che non prevede un metro cubo in più di espansione rispetto a quanto previsto dal Piano regolatore”. Speriamo che alle parole seguano i fatti.

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