Il peccato originale della Remesina

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Tra gli abitanti di Fossoli non si placano le polemiche dopo la decisione dell’assessore alla Viabilità del Comune di Carpi Carmelo Alberto D’Addese di trasformare via Remesina in una strada a senso unico, in direzione Carpi. C’è, per esempio, un gruppo di mamme con figli piccoli che pone una questione di metodologia. Tra queste Tiziana Lancellotti. “Ci hanno preso in giro. Sapevamo sin dall’inizio che avrebbero interdetto il doppio senso, invece ci hanno fatto credere di voler decidere insieme a noi”. Lei, come tante, si dice profondamente delusa. “Se ci avessero detto sin da subito che c’era questo problema avremmo, forse, capito. Invece prima ci hanno detto che la Remesina non era sicura, poi hanno tirato fuori il discorso della classificazione delle strade”. Quel che avrebbero voluto i fossolesi è che le decisioni fossero state prese insieme alla comunità. “Da cittadina chiedo un po’ più di umiltà. Cercassero di parlare più chiaramente, perché qui ci fa una brutta figura l’intero Pd, e lo dice chi gli aveva dato il voto. Noi eleggiamo i politici per risolvere i nostri problemi, quindi loro dovrebbero sentirsi al servizio dei cittadini, non porsi con aria arrogante nei nostri confronti, soltanto perché non siamo d’accordo con loro”. Contraria al senso unico anche Annamaria Lanzara. “Mi associo alle critiche. Se il problema è la strada stretta, avrebbe avuto più senso allargarla comprando un po’ di terreno a fianco”. Perplessità anche nelle parole di Luciano Loschi: “non riesco a immaginare la Remesina a senso unico, proprio no. Ma il vero problema resta la Bretella che non funziona”. Qualcuno riporta voci secondo le quali i cambiamenti alla viabilità sarebbero stati introdotti per non perdere il finanziamento della Regione per la Bretella, stanziamenti che sarebbero vincolati a un flusso di auto rivelatosi poi inferiore alle stime. Quindi, per incanalare più auto sul raccordo per la statale, sarebbero stati decisi questi cambi alla viabilità. Tesi, questa, formulata senza alcuna prova, e respinta da quanto dichiarato in molteplici occasioni dall’assessore D’Addese. Resta però il fatto che non si trova, nella frazione carpigiana, un residente che si dichiari soddisfatto del collegamento con la Statale. “E’ fatta malissimo, bisogna partire mezz’ora prima per fare i pochi chilometri di strada fino a Carpi – sostiene Maurizio Mori – tanto che la mattina mia moglie preferisce aspettare anche 10 minuti davanti al passaggio a livello sulla Remesina”. Mori, camionista, ritiene che, se proprio senso unico deve essere, è positivo che almeno punti verso Carpi, pur sottolineando il fatto che “qui siamo molto isolati. Sarebbe opportuno passasse l’autobus, non dico sei volte al giorno, ma almeno uno al mattino e uno al pomeriggio. Col senso unico questo non sarà più possibile”. Maria Teresa Ferrari si chiede poi quanto ci vorrà per completare la ciclabile all’altezza del passaggio a livello. “Finché non sarà sicura e totalmente indipendente dalla strada, non manderò più mio figlio in bici su via Remesina”. C’è poi chi, come Luca Paltrinieri, muove accuse precise: “la scelta del Comune di fare il senso unico come da ordinanza non è legata al traffico, alla classificazione della strade o a eventuali contributi regionali… il cambio serve per potere restringere la corsia delle auto per realizzare l’attraversamento ciclabile sull’attuale carreggiata stradale, giustificata per la messa in sicurezza dei pedoni-ciclisti.
Tutto ciò conferma il peccato originale, non avere richiesto per tempo, sin dal 2006, l’autorizzazione all’allargamento del passaggio a livello alle ferrovie per permettere l’attraversamento della pista ciclabile”. Le lamentele, per gli abitanti di Fossoli, sono tante e anche molto diverse tra loro. Tuttavia resta, ad accomunarle, la forte impressione di una certa improvvisazione nelle scelte del Comune.

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