In arrivo l’uragano Guzzanti

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Correva l’anno 2003. Raiot chiude i battenti e Sabina Guzzanti – la scomoda, la pasionaria, l’irriverente per antonomasia – lascia definitivamente la Rai con una consapevolezza in più, dovere di battersi per il diritto di espressione. Il sarcasmo e un punto di vista tagliente sull’attualità, sono le armi vincenti di una donna che, come autrice e interprete, ha sempre tentato di far luce sugli eventi più controversi e nebulosi della storia contemporanea di un Belpaese che, di bello, ha ormai ben poco. Imbavagliata però, la Guzzanti, proprio non ci sa stare e, dopo l’ostracismo della Rai, gira il film documentario Viva Zapatero! (2005), con l’intento di denunciare la scarsa libertà di espressione in Italia e, ancora, Le ragioni dell’aragosta (2007), ritratto di una generazione che credeva di cambiare il mondo e che dal mondo, come tutti, è stata molto ammaccata e che riunisce nel cast tutti gli attori di Avanzi, trasmissione cult degli Anni Novanta. Film che incendiano l’opinione pubblica, tra mille polemiche ma, la libertà di pensiero premia, così come lo sguardo acuto – e spalancatissimo – di Sabina sulla realtà. Imperdibile – per chi non l’avesse ancora visto – il suo Draquila – L’Italia Che Trema, un reportage intransigente sui retroscena legati al terremoto che ha scosso l’Aquila il 6 aprile 2009 e un racconto sconvolgente su come la svolta autoritaria incida sulle persone comuni, annichilendone la volontà e l’intraprendenza personale.
Cinema, Tv, scrittura, musica, impegno politico e molto teatro… la Guzzanti si è dedicata con passione su più fronti, dando vita a performance comico-satiriche che non risparmiano nessuno. O la ami o la odi. Noi, personalmente, non possiamo che stimarla, così come stimiamo tutti coloro che non rinunciano al pensiero critico, che continuano a dar voce ai drammi taciuti di questo paese, agli altarini, alle ingiustizie. Insomma a tutta quella schiera di “scomodi” che Mamma Rai ha gassato per amor di pace… o di partito. E, ora, l’instancabile Guzzanti, sull’onda dell’entusiasmo referendario che sembra aver ridestato l’Italia dopo anni di torpore, torna a teatro per riproporre un excursus tra le persone e i personaggi che hanno animato la vita politica e civile di quest’ultimo ventennio. Dopo Giuseppe Giacobazzi e Paolo Cevoli, Alice – Associazione per la lotta all’Ictus cerebrale – Sezione di Carpi, in collaborazione con Radio Bruno, per sensibilizzare la cittadinanza a questa invalidante patologia, propone, martedì 11 ottobre, alle 21, nella cornice del Teatro Comunale di Carpi, un’altra serata all’insegna della comicità e della satira, insieme a Sabina Guzzanti che presenta il suo nuovo spettacolo Sì! Sì! Sì! Oh, sì!. Tutto il ricavato sarà devoluto ad Alice. (Per la prevendita rivolgersi a Radio Bruno – 059.641430).
Sì! Sì! Sì! Oh, sì! è uno spettacolo liberatorio, la sua protagonista – forse anche il pubblico? – vorrebbe liberarsi, una volta per tutte, dalle ingombranti presenze che la perseguitano da anni e iniziare una nuova vita. Non parliamo solamente del nostro pervadente Presidente del Consiglio, del quale l’attrice ripercorre il tragitto politico e umano a cominciare dal loro, a tutt’oggi inedito, primo incontro ad Arcore in tempi non sospetti, ma anche di Bruno Vespa e del suo salotto televisivo, con le immancabili presenze di Valeria Marini, Clarissa Burt e Barbara Palombelli, naturalmente…
O dell’arena di Maria De Filippi e dei suoi improbabili giovani, fino alle migliori menti del centrosinistra, come Lucia Annunziata, Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani.
I ricordi e gli aneddoti, personali e pubblici, raccolti negli oltre vent’anni di carriera da Sabina Guzzanti, intessendosi con le maschere e le parodie che l’hanno resa popolare al pubblico televisivo (dopo tanti anni ritornerà in un cameo anche Moana Pozzi, l’ispiratrice originaria del Partito dell’Amore), ricompongono la storia recente del nostro Paese e del suo declino, fino a intravedere una flebile luce alla fine del tunnel. Certamente il domani non sarà facile e le speranze di un nuovo Risorgimento si scontreranno con le difficoltà di un’Italia in profonda crisi e tutta da ricostruire, per molti versi simile a quella del secondo Dopoguerra. Di buono c’è che anche la nostra prima Repubblica nacque da un referendum. Sarà arrivato di nuovo il momento di voltare pagina? Sabina spera che sia il suo pubblico a rispondere Sì! Sì! Sì! Oh, sì!
Prevendita biglietti a Radio Bruno. Per informazioni: 059.641430.

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