Presidi con un piede in due scarpe

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Calano le iscrizioni agli istituti professionali, mentre nelle aziende mancano le figure specializzate. E’ questo il dato che emerge dalla ricerca dell’ufficio studi di Confartigianato, che ha elaborato i dati del primo trimestre 2011 di Eurostat, l’istituto statistico dell’Unione Europea. E questo è anche il dato nazionale rispetto al quale Carpi è in controtendenza. La ricerca sottolinea che gli iscritti ai licei sono in aumento del 3%, a fronte di un crollo di quelle ai professionali del 3.4% – e tutto questo mentre le imprese italiane, nonostante la crisi, stentano a trovare il 17.2% della manodopera necessaria – mentre a Carpi accade esattamente il contrario. Il 19 settembre, quando si apriranno le porte degli istituti superiori per l’inizio del nuovo anno scolastico, la fotografia sarà quella di un vero e proprio boom delle iscrizioni a tecnici e professionali. All’Itis Leonardo Da Vinci, l’istituto che vanta la crescita maggiore, le nove prime – ben tre in più dell’anno precedente – saranno composte da 219 studenti, con un aumento di 70 ragazzi rispetto al settembre 2010. Cresce anche il professionale Vallauri, che vede nascere una nuova prima. Perde invece una classe all’indirizzo tecnologico il Meucci-Cattaneo, anche se il numero degli iscritti resta sostanzialmente stabile. In questo scenario è il Liceo Fanti che si troverà con 55 classi, una in meno rispetto allo scorso anno, con 285 studenti iscritti alle prime, con un calo di 41 giovani rispetto allo scorso anno. “Per leggere i dati correttamente occorre tener conto della vera e propria esplosione che il liceo ha avuto negli scorsi anni”, commenta il preside Gianmichele Spaggiari che parla di un rallentamento fisiologico. “Da questo punto di vista la controtendenza non è un tema nuovo per la nostra realtà – commenta l’assessore all’istruzione Maria Cleofe Filippi – infatti anche negli anni passati, nei vari momenti di riforma, quando globalmente si è verificata una licealizzazione della scuola, Carpi e più in generale l’Emilia ha tenuto, vedendo una distribuzione su tecnici e professionali uniforme rispetto a quelle che erano richiese del mercato del lavoro”. Tuttavia, il dato che distingue Carpi non è l’unica novità. Un altro tema caldo sono le reggenze: quest’anno infatti, sebbene gli istituti superiori siano quattro, i presidi saranno soltanto tre. Spaggiari dirigerà, oltre al Fanti, anche l’Itis, mentre al posto di Sergio Pagani, il timone del Vallauri sarà retto da Alberto De Mizio, contemporaneamente preside del Deledda-Cattaneo di Modena. Quella del doppio incarico è una strada che il provveditorato ha scelto anche per il Meucci-Cattaneo dove, al posto di Paolo Davoli arriverà, da Mirandola, Paola Campagnoli, che manterrà anche l’incarico alle medie Montanari. “Il Vallauri non lo conoscevo, e la mia nomina è stata una novità – commenta De Mizio – ma avendo in passato maturato un’esperienza in due istituti complessi di Modena come il Venturi e il Corni, ritengo di poter svolgere il mio compito anche qui”. La nomina di De Mizio – che a Modena dirige un istituto con un indirizzo legato alla moda, come il Vallauri – è valutata positivamente dalla Filippi, che lamenta però le troppe reggenze. “Sono infuriata. In Provincia di Modena abbiamo 38 dirigenti, ognuno dei quali deve gestire due scuole, il più delle volte in Comuni diversi”. Questo, secondo l’assessore, poteva essere evitato: “istituendo un concorso per tempo. Le reggenze ci sono perché i presidi vanno in pensione o per richieste di trasferimento. Proprio per questo erano situazioni prevedibili”.

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