L’Albania ci aspetta

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Si sono appena diplomati al Liceo Fanti, ma non hanno troppa voglia di riposarsi Mariachiara Marchesini e Gianluca Amadei, i due giovani carpigiani che dal 5 al 20 agosto si recheranno nel distretto di Gramsh, in Albania, per un campo di volontariato organizzato dal Centro Missionario di Carpi insieme all’Associazione Sebino di Brescia. Partiranno con 15 persone, tra adulti e ragazzi. “Alloggeremo nella casa di una suora – spiega Mariachiara – ma saremo autonomi, anche nel prepararci da mangiare”. Un’esperienza impegnativa per due ragazzi così giovani: “siamo arrivati a questa scelta per vie diverse. Io la stavo già maturando da tempo poi, parlandone con Gianulca, anche lui si è detto interessato”. Le motivazioni dalle quali scaturisce la decisione sono un misto di curiosità, voglia di mettersi in discussione e desiderio di rendersi utili: “voglio conoscere altre popolazioni, anche quelle che qui, a volte, tendo a criticare con pregiudizio. Cerco una visione più dinamica della realtà. I miei genitori inizialmente erano un po’ titubanti ma poi ho vinto io” chiosa, sorridente e sorniona. Stesse perplessità per quelli di Gianluca: “i miei mi hanno detto che alla mia età sarebbe meglio andare a divertirsi in Spagna. Gli ho risposto che invece, secondo me, questa era una bella occasione per provare qualcosa di diverso”. I due compagni si dedicheranno principalmente ad attività di animazione con i bambini poveri, insegnando loro balli, canti e giochi, e spostandosi di villaggio in villaggio. “La vita là è molto dura – continua Mariachiara – Magda, del Centro Missionario di Carpi, ci ha detto che quando è andata per la prima volta in Albania si era portata tantissime cose da dare ai bambini, salvo accorgersi poi che quei bambini hanno soprattutto bisogno di umanità e affetto”. Sarà interessante capire cosa nascerà dall’incontro tra due giovani italiani – abituati a ogni comodità, usi a essere connessi con il mondo tramite Facebook e youtube – con i piccoli albanesi che, pur vivendo a un passo dall’Europa più moderna, e imparando l’italiano dai nostri programmi televisivi, affrontano una condizione economica e culturale incomparabilmente differente. Torneranno probabilmente cambiati, Mariachiara e Gianluca, imparando e ‘crescendo’ grazie al confronto con una realtà tanto diversa. “Questo campo mi arricchirà – continua Mariachiara – voglio fare un viaggio dove il problema non sia quale borsetta usare la sera, ma dove ci si confronti con un’altra cultura, senza ritenersi superiori”. Conclude allegro l’amico: “pensavo già da molto di fare un’esperienza per capire cosa realmente significhi fare volontariato. Tornando non mi aspetto di essere diverso, ma più pieno”.

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