Dopo il lutto è tempo di responsabilità

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Il rispetto nei confronti delle tre vittime della sciagura di Piazza Martiri dello scorso 25 aprile, Enzo Grossi, Gianfranco Bencivenni e Giovanni Faglioni, e delle loro famiglie, abbiamo deciso di non dare adito a polemiche. Ma dopo il dolore, lo sgomento e i funerali dei tre uomini, rei soltanto di essere stati nel posto sbagliato al momento sbagliato, qualche riflessione è quanto mai doverosa. Come mai la 73enne Teresa Forghieri, munita di regolare contrassegno per disabili, alla guida della sua Panda poteva transitare in Piazza nonostante vi si svolgessero le celebrazioni legate al 25 aprile? Perché l’Amministrazione Comunale di Carpi non vieta la circolazione delle auto nelle zone a traffico limitato in occasione di eventi in grado di richiamare un folto pubblico? Dopo aver falciato otto persone, l’auto si è schiantata contro un lampione che ne ha fermato la folle corsa; se non ci fosse stato quel palo, la macchina, come una scheggia impazzita, avrebbe investito in pieno la folla accorsa per ascoltare il comizio, provocando una vera e propria ecatombe. Dopo l’orrore e la paura ora è tempo di responsabilità, perché nascondere la testa sotto la sabbia sarebbe un gesto di inaccettabile viltà.
Non bastano quindi le parole a caldo dell’assessore alla Polizia municipale Carmelo Alberto D’Addese che, dopo il tragico evento, ha sollevato l’Ente Pubblico da ogni responsabilità. Nessuno vuole trovare un colpevole. Non è necessario intentare alcuna caccia alle streghe, la fatalità è sempre dietro l’angolo. Imprevedibile. Ma occorre avere il coraggio di aggiustare il tiro e ora la cittadinanza grida a gran voce un cambiamento di rotta. Lo sappiamo anche noi che la Corte di Cassazione ha stabilito che gli invalidi, ai quali sia stato assegnato un contrassegno personale, possono utilizzarlo per la circolazione e la sosta con qualsiasi veicolo in tutto il territorio nazionale. E’ vero, ma non è questo il punto. Il nodo cruciale è che l’ordinanza emessa nel 2007 dal sindaco Enrico Campedelli recita che “l’ampiezza della piazza rende possibile, – ricorda lo stesso D’Addese – in caso di eventi che non prevedano la posa di strutture di grandi dimensioni o in caso non sussistano motivi di ordine pubblico, il passaggio di veicoli, siano essi di residenti, mezzi di emergenza, di servizio o di disabili. I permessi di circolazione per i disabili (821 nell’intero territorio dell’Unione delle Terre d’Argine nel 2010) vengono rilasciati dalla Polizia municipale dopo che il richiedente ha fatto domanda, presentato documentazione all’Ufficio di Medicina Legale dell’Azienda Usl e ottenuto l’apposito certificato”. Ebbene a tale ordinanza occorre apportare, con urgenza, una modifica: la piazza, in caso di eventi deve restare tassativamente chiusa al traffico. Senza se e senza ma. Ora alla Magistratura spetta il compito di far luce sull’inchiesta, accertando cosa ha smesso di funzionare nell’auto della signora Forghieri ma, la memoria di Enzo Grossi, Gianfranco Bencivenni e Giovanni Faglioni esige di essere onorata. Plauderemo a un’Amministrazione che tenterà, con ogni strumento legislativo, di impedire che un’altra angosciosa fatalità possa provocare ulteriori vittime.

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