Il Mal d’Africa esiste…

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Risponde al telefono alla trasmissione Gran Sportello Italia su Rai
International: “Sono Daniela Camurri dallo Zimbabwe”. Il programma
mantiene un filo diretto con i nostri connazionali all’estero e,
nella puntata del 10 luglio, ha intervistato la nostra concittadina
che da un anno gestisce il Garda Lodge a Bulawayo.
Carpigiana doc, Daniela Camurri, 55 anni, è un’italiana nel mondo:
ha scelto una vita interessante, originale e ricca di emozioni a
undici ore di volo dal suo Paese. Il suo ‘mal d’Africa’ (“qui
hai la sensazione di libertà e senti di essere parte
dell’universo”) ha contagiato anche Carlo Santi, col quale ha
condiviso questi vent’anni, ed Enrico, il figlio di 18 anni,
cresciuto in giro per il mondo. “La nostra famiglia è sempre
rimasta unita” dice Daniela.
*b*Quando te ne sei andata da Carpi?*b*
“Nel 1990”.
*b*Sei mai più tornata?*b*
“Certo, alcune volte in vacanza; poi nel 2005 siamo ritornati per
restare, ma dopo 8 mesi siamo scappati! Troppo cara la vita e alla
nostra età non si trova lavoro”.
Daniela e Carlo hanno vissuto in Sierra Leone dove hanno lavorato per
una compagnia di costruzioni italiana, in Botswana e poi nuovamente
in Sierra Leone. Ma nel 1997 è scoppiata la guerra civile, “ben
descritta in Diamanti di sangue con Leonardo Di Caprio. Quello che si
vede nel film è una mezza verità, in realtà è successo di peggio.
Siamo stati salvati dai Marines Americani, siamo tornati in Botswana
e abbiamo ricominciato da zero”.
Nel 2004 la scelta di lasciare l’Africa per il Messico ma,
nonostante l’esperienza meravigliosa nella gestione di un hotel
sull’isola di Holbox, “il nostro cuore era rimasto in Africa e,
appena abbiamo avuto la possibilità, siamo tornati a casa”.
Da un anno sono in Zimbabwe dove hanno rilevato il Garda Lodge.
Daniela si occupa della parte amministrativa, del servizio clienti e
del marketing.
*b*Che cos’è un lodge e perché l’hai chiamato Garda?*b*
“Si tratta di un bed & breakfast, di una pensione. Si chiamava già
così. E’ a conduzione familiare; ci aiutano due giardinieri
(abbiamo 8mila mq di giardino) e due donne per le camere”.
*b*Chi sono i tuoi clienti?*b*
“Per la maggior parte si tratta di persone che vengono per lavoro
dal Sudafrica, dal Botswana.Sto lottando per far sapere al resto del
mondo che lo Zimbabwe è un paese magnifico, ricco di bellezze
naturali e di persone cordiali e sorridenti. Abbiamo avuto clienti
provenienti dall’America, Canada, Australia e Spagna.
*b*Torneresti a Carpi?*b*
“A volte sì e a volte no… Non mi piace la Carpi di adesso”.
Quando Daniela descrive lo Zimbawe (ex Rhodesia) parla di un paese
affascinante “che gode ancora di strutture costruite a partire dal
1800 fino alla fine del colonialismo,1980”.
A Bulawayo, la città in cui risiedono, ci sono larghe strade
(“tutte a due corsie per ogni senso di marcia”), viali alberati,
palazzi adibiti a uffici, semafori, ospedali, scuole, università,
centri commerciali. “A Bulawayo – racconta Daniela – esiste un
meraviglioso Museo di Storia Naturale dove è esposto uno dei 2
elefanti più grandi del mondo (imbalsamato) l’altro è a
Johannesburg, negli scantinati del Museo di Storia Naturale, ma non
esposto al pubblico. C’è un meraviglioso Giardino Botanico con più
di 1000 diverse varietà di fiori e piante, un’Accademia di Musica,
frequentata da ragazzi di diverse provenienze e una frequentatissima
Galleria d’Arte, dove si incontrano artisti di tutte le
nazionalità. A Bulawayo esiste una vita sociale molto importante”.
Hai definito Bulawayo un piccolo paradiso, perché?
“Perchè qui si può vivere bene, in grandi spazi, con un clima
stupendo e con gente di tutti i colori. Qui si respira la
tranquillita, l’amicizia, la solidarietà, l’essere parte di
questa grande famiglia”.

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