Diesel euro 5, evitato il blocco ma termosifoni spenti fino a novembre

In una nota viale Aldo Moro ufficializza la decisione, presa in scia alle altre regioni padane, di sospendere il blocco strutturale alla circolazione dei veicoli diesel euro 5 in favore di misure "alternative e compensative per garantire una riduzione delle emissioni inquinanti addirittura superiore a quella quantificabile con il blocco, dal 1 ottobre, dei veicoli diesel euro 5".

0
157

La Regione Emilia-Romagna conferma: riscaldamenti spenti fino ad inizio novembre al posto del blocco dei diesel euro 5. In una nota viale Aldo Moro ufficializza la decisione, presa in scia alle altre regioni padane, di sospendere il blocco strutturale alla circolazione dei veicoli diesel euro 5 in favore di misure “alternative e compensative per garantire una riduzione delle emissioni inquinanti addirittura superiore a quella quantificabile con il blocco, dal 1 ottobre, dei veicoli diesel euro 5”. Tra le misure spicca appunto il posticipo all’1 novembre dell’accensione degli impianti di riscaldamento civile nelle aree di pianura. Le altre due misure intervengono invece durante le fasi emergenziali per la qualità dell’aria: in particolare, sarà ampliato l’orario di applicazione delle limitazioni emergenziali alla circolazione dei veicoli privati per motivi ambientali previste dal Pair 2030 nei Comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti, nei Comuni dell’agglomerato di Bologna e nei Comuni aderenti volontari, dalle 8 alle 19 (invece che dalle 8.30 alle 18.30). Ultima misura: sarà vietato l’utilizzo degli impianti di riscaldamento civile alimentati a biomassa che non raggiungono almeno la classe emissiva 5 stelle. La limitazione comprenderà quindi anche gli impianti a 4 stelle. Nello stesso tempo, informa sempre viale Aldo Moro, la Giunta destina 10 milioni di euro per incentivare la sostituzione degli impianti di riscaldamento più inquinanti con pompe di calore, anche abbinate a impianti fotovoltaici con un provvedimento che è già stato presentato per il via libera al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.

“Abbiamo scelto di utilizzare fino in fondo tutti gli strumenti che la legge ci mette a disposizione per mettere in campo misure compensative che garantiscano una riduzione superiore delle emissioni inquinanti ed evitare così una limitazione che avrebbe avuto un impatto concreto sulla vita quotidiana di migliaia di persone, famiglie e fasce più fragili della popolazione, e sull’attività delle imprese, già fortemente gravate dall’aumento dei costi dell’energia”, affermano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora regionale all’Ambiente e alla Mobilità, Irene Priolo. “Lo facciamo senza arretrare di un passo rispetto all’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria: quella individuata è una soluzione che tiene insieme tutela dell’ambiente e sostenibilità sociale”. Il bacino padano “continua ad avere una situazione particolarmente complessa dal punto di vista della qualità dell’aria e, come previsto nel nostro Piano regionale, sappiamo che servono interventi su tutte le principali fonti emissive”, proseguono de Pascale e Priolo. Per questo “interveniamo anche sul riscaldamento civile, posticipando di 15 giorni l’avvio della stagione termica nelle aree interessate e rafforzando, nelle fasi di maggiore criticità, le limitazioni agli impianti a biomassa più emissivi. Su questi temi stiamo lavorando anche con un confronto con le regioni del Bacino Padano, perché la qualità dell’aria non conosce confini amministrativi e richiede politiche il più possibile coordinate tra territori che condividono le stesse criticità. Continueremo a lavorare affinché gli obiettivi ambientali siano raggiunti con misure capaci di produrre risultati concreti per la salute di cittadini e cittadine e, allo stesso tempo, sostenibili per le nostre comunità”.

 

clicca e unisciti al nostro canale whatsapp
clicca e unisciti al nostro canale whatsapp
clicca e unisciti al nostro canale whatsapp