La poetessa Jasmeen Kaur Alfiere della Repubblica a 16 anni

Vive a Fabbrico, nella Bassa Reggiana e frequenta il Liceo Fanti di Carpi. "Sono fiera di me stessa e mi sento davvero importante a ricevere questo riconoscimento che desideravo. Sono felice che le mie poesie abbiano colto nel segno". Il Quirinale la premierà ufficialmente il 7 maggio

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Jasmeen Kaur durante la premiazione del Chiaramonte Gulfi concorso nazionale di poesia che ha vinto l'anno scorso

“Sono fiera di me stessa e mi sento davvero importante a ricevere questo riconoscimento che desideravo. Sono felice che le mie poesie abbiano colto nel segno”. Lo dice Jasmeen Kaur, 16 anni, tra i 28 Alfieri della Repubblica insigniti dal presidente Sergio Mattarella. Il Quirinale la premierà ufficialmente il 7 maggio “per essere riuscita, attraverso la poesia, a interpretare ed esprimere i pensieri dei ragazzi della sua età, creando spazi di introspezione e di confronto – si legge nelle motivazioni – Jasmeen possiede una grande capacità di comunicare emozioni e riflessioni attraverso la poesia. Con le sue parole ha dato voce a storie di solitudine, inadeguatezza e superficialità, offrendo però sempre una luce di speranza e una via di riscatto”.

Nata in India, dall’anno scorso è diventata cittadina italiana dopo essere arrivata nel nostro Paese all’età di 4 anni. Vive a Fabbrico, nella Bassa Reggiana e frequenta il Liceo Fanti di Carpi. Studentessa modello, ha iniziato a scrivere poesie a 12 anni e l’anno scorso ha partecipato al suo primo concorso, il ‘Chiaramonte Gulfi‘, vincendolo. “E quindi ho pensato di candidarmi come Alfiere. Sono contenta che sia emersa la speranza che esprimo attraverso i miei componimenti”. La sedicenne tratta temi come la solitudine, il dolore, la libertà e un mondo svuotato di valori e umanità, ma omaggia anche i sacrifici dei suoi genitori e parla di integrazione e del senso di inadeguatezza degli stranieri in un Paese diverso da quello d’origine.
“Io mi sento italiana più di tanti italiani – dice Jasmeen – non ho mai subìto episodi di particolare discriminazione anche se alle elementari qualche sguardo strano l’ho percepito. Ma il razzismo anche involontario è quotidiano. Diventare Alfiere è una soddisfazione mia e basta”. Il mio sogno? Fare la poetessa o la scrittrice, ma so quanto sia complicato quindi non è il mio ‘piano A’. Di sicuro studierò giurisprudenza all’Università perché il diritto mi appassiona. Vorrei diventare notaio”.

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