Dal campo alla comunità: natura, cibo sostenibile e solidarietà, cresce il progetto Nutrire la Comunità

Dopo i risultati raggiunti nel biennio 2025-2026, la rete della Nuova Alleanza Città Campagna rilancia fino al 2027 con orti, formazione, inclusione e nuove iniziative contro spreco e solitudine.

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La natura come strumento di inclusione sociale, il cibo come occasione di condivisione e la sostenibilità come motore di una comunità più resiliente. Sono questi i pilastri di Nutrire la Comunità: Cibo, Cultura e Terra per un Welfare Generativo, il progetto che riparte nel Distretto di Carpi dopo gli importanti risultati ottenuti nel biennio 2025-2026. Promosso dalla rete della Nuova Alleanza Città Campagna, il percorso è stato nuovamente finanziato attraverso un bando della Regione Emilia-Romagna e proseguirà fino al 31 dicembre 2027. A guidare il progetto è la CSA La Giuggiola APS, insieme ai partner L’Ortobosco, Porta Aperta, Fondazione Caritas Odoardo e Maria Focherini, Centro Sociale Tommaso Righi, Centro Sociale Anziani e Orti Villa Glori, Ho Avuto Sete e Associazione La Festa.

Il bilancio del precedente biennio racconta un’esperienza che ha saputo mettere in relazione ambiente, agricoltura e solidarietà. Oltre sessanta famiglie hanno aderito alla Comunità che Supporta l’Agricoltura (CSA), contribuendo a rendere il consumo di prodotti biologici e sostenibili una scelta accessibile e condivisa. Parallelamente è stato avviato un sistema continuativo di donazione di ortaggi freschi alla bottega solidale Cibum, gestita da Porta Aperta, per sostenere le persone e le famiglie in difficoltà. Grande attenzione è stata dedicata anche alla formazione e all’educazione ambientale. Nell’orto di L’Ortobosco, in via Marchiona, studenti delle scuole secondarie hanno partecipato a laboratori dedicati alla biodiversità, alle api e alla coltivazione sostenibile, mentre le famiglie coinvolte nel progetto hanno acquisito maggiore autonomia nella gestione degli orti attraverso percorsi formativi aperti all’intera cittadinanza. Tra le iniziative che hanno caratterizzato il progetto vi è anche la Settimana del Consumo Consapevole, che nelle sue ultime edizioni ha proposto incontri, laboratori ed eventi culturali per promuovere stili di vita più sostenibili e responsabili. Per il biennio 2026-2027 la rete punta ad ampliare ulteriormente l’impatto sociale e ambientale delle proprie attività. Una delle principali novità riguarda l’attivazione di sei Quote Solidali della Comunità che Supporta l’Agricoltura, che permetteranno a persone in condizioni di fragilità economica, individuate attraverso i centri d’ascolto di Porta Aperta e Caritas, di accedere ai prodotti agricoli del progetto. Accanto a questo nasceranno i pranzi sociali domenicali Tavola Amica, pensati per favorire la convivialità e contrastare la solitudine, in particolare tra la popolazione anziana. Da settembre prenderanno inoltre il via nuovi percorsi gratuiti dedicati all’agroecologia, rivolti sia agli ortolani sia ai cittadini interessati ad approfondire temi come la sostenibilità, le pratiche agricole e la cultura del cibo. Proseguiranno infine le attività nelle scuole con i progetti sul Terzo Paesaggio e La Nuova Boicottega, insieme a nuove iniziative di educazione al consumo responsabile. L’obiettivo resta quello di costruire un modello di welfare generativo capace di unire tutela dell’ambiente e coesione sociale. Un percorso che dimostra come la cura della terra, la produzione agricola locale e la collaborazione tra cittadini, associazioni e Terzo Settore possano trasformarsi in risposte concrete alle fragilità sociali, economiche e ambientali del territorio.

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