Radio Bruno, cinquant’anni di emozioni: una mostra per ritrovarsi nei ricordi

Gli esordi in una casa di campagna, i protagonisti, la musica. Ma soprattutto il legame con il territorio, gli eventi, l’informazione e l’affetto di milioni di persone per “la loro/nostra radio”. Radio Bruno celebra il 50esimo compleanno con la mostra “50 anni di Radio Bruno - 1976/2026 - La nostra storia”, in programma da venerdì 4 a domenica 13 settembre nel Cortile d’Onore e nella Sala ex Poste di Palazzo Pio.

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Radio Bruno - La sede di via Ciro Menotti

Cinquant’anni di musica, informazione, spettacolo e, soprattutto, di ricordi condivisi. Perché ci sono canzoni che bastano a riportare alla mente un’estate lontana, una voce che fa riaffiorare un viaggio, un jingle capace di evocare in un istante persone, luoghi ed emozioni. È proprio questo patrimonio di memoria collettiva che Radio Bruno celebra con la mostra 50 anni di Radio Bruno – 1976/2026 – La nostra storia, allestita nel Cortile d’Onore e nella Sala Ex Poste di Palazzo dei Pio e aperta al pubblico dal 4 al 13 settembre (l’ingresso è libero). Più che una ricostruzione cronologica della storia dell’emittente, l’esposizione invita i visitatori a ripercorrere anche la propria storia personale attraverso quella della radio che, per mezzo secolo, ha accompagnato la quotidianità di milioni di ascoltatori. Il concept, l’allestimento e il progetto espositivo sono firmati da 21 Make It Count, che ha immaginato un percorso immersivo capace di trasformare la visita in un viaggio tra emozioni, musica e memoria. “Quest’anno – ha sottolineato il sindaco Riccardo Righi – ricorre un anniversario che non poteva non essere festeggiato. Per Carpi è un orgoglio aver visto nascere e crescere, fino a raggiungere risultati straordinari, Radio Bruno. È la dimostrazione di come un sogno, quando ci si crede davvero, possa diventare una grande e solida realtà”. Da qui la scelta di ospitare la mostra proprio nel cuore della città, a pochi passi da via Ciro Menotti, dove l’emittente mosse i suoi primi passi. “Gianni Prandi è stato entusiasta di questa mia proposta – ha aggiunto il sindaco – e sono felice di vedere uno spazio tanto prestigioso popolato di musica e passione”.

Gianni Prandi

“È un sogno che vivo ancora ogni giorno, da cinquant’anni”, ha sorriso lo storico conduttore Enrico Gualdi. “Siamo davvero riusciti a creare qualcosa di bellissimo e importante”.

Enrico Gualdi

Il filo conduttore dell’esposizione è racchiuso nel concept Ritrovarsi. Infiniti ricordi. Il percorso prende forma attraverso cinque grandi stazioni tematiche che raccontano il legame costruito negli anni tra Radio Bruno e i suoi ascoltatori: dalle testimonianze del pubblico al rapporto con il territorio, dai momenti di solidarietà alle estati italiane, fino ai viaggi, ai primi amori e alle canzoni che hanno fatto da colonna sonora a intere generazioni. Installazioni immersive, scenografie, portali sonori e contenuti multimediali accompagneranno il visitatore lungo un’esperienza pensata per coinvolgere tutti i sensi. Nelle sale della Ex Poste troveranno spazio un’Immersive Room con un grande Ledwall dedicato alla storia dell’emittente e una sezione espositiva con documenti, fotografie e oggetti originali che raccontano mezzo secolo di radio. Tra registratori Revox, microfoni d’epoca, fotografie in bianco e nero e vinili ormai introvabili, spicca anche lo storico mixer degli Anni Settanta utilizzato da Radio Bruno e reso celebre dal film Radiofreccia di Luciano Ligabue. Accanto ai cimeli trovano spazio anche le immagini dei grandi concerti organizzati dall’emittente fin dai primi Anni Ottanta, con artisti come Vasco Rossi, Claudio Baglioni e Gianni Morandi, e il ricordo delle iniziative di solidarietà, a partire da Teniamo Botta, nato dopo il terremoto del 2012. “Siamo nati a pochi metri dalla piazza – ha ricordato l’editore Gianni Prandi –. Per noi è un piacere poter allestire una mostra in un luogo iconico della nostra città come Palazzo dei Pio”. Ma, precisa, “non sarà una mostra celebrativa. Al centro ci saranno infatti gli ascoltatori, chiamati non soltanto a osservare, ma a partecipare. Due studi radiofonici ricostruiti permetteranno ai visitatori di mettersi per qualche istante nei panni degli speaker, facendo girare i dischi e provando l’emozione di condurre una trasmissione. Uno dei due riprodurrà fedelmente lo studio del 1976, con le stesse attrezzature utilizzate anche per il film Radiofreccia. Il percorso si concluderà sotto il portico di Palazzo dei Pio, dove una cabina di registrazione inviterà il pubblico a completare la frase Ero con Radio Bruno quando… Le testimonianze raccolte diventeranno un archivio di memorie destinato a vivere anche dopo la chiusura della mostra, trasformandosi in nuovi contenuti radiofonici e mantenendo vivo il dialogo tra l’emittente e la sua comunità. Nei giorni dell’esposizione saranno inoltre presenti gli speaker di Radio Bruno per accogliere i visitatori” ha concluso l’editore.

Un rendering degli studi allestiti nel Cortile d’Onore

A rendere ancora più significativo il progetto è anche l’attenzione alla sostenibilità. “Il nostro lavoro è trasformare i momenti che contano in esperienze memorabili”, ha spiegato Edoardo Turrini, responsabile della comunicazione di 21 Make It Count. La società, certificata ISO 20121 per la gestione sostenibile degli eventi, “misurerà l’impatto ambientale della mostra e ne compenserà le emissioni attraverso la piantumazione di alberi”.

Da sinistra Edoardo Turrini, Riccardo Righi, Clarissa Martinelli, Gianni Prandi, Enrico Gualdi e Mauro Mazzi

Organizzata con il sostegno di Sinergas, CMB e del Comune di Carpi, che concede anche il patrocinio, la mostra sarà accompagnata dalla pubblicazione del volume Radio Bruno. Chiamala per nome! 1976-2026 (Giunti), che ripercorre la storia dell’emittente attraverso immagini, testimonianze e aneddoti. Un libro e una mostra che guardano al passato senza nostalgia, trasformando cinquant’anni di radio in un patrimonio condiviso di emozioni, ricordi e identità collettiva.

Jessica Bianchi

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