Il 31 marzo Gino Cecchettin è stato ospite del Gruppo Aimag, al Teatro Comunale di Carpi dove ha registrato il “tutto esaurito” a conferma di come la storia della figlia Giulia e il suo impegno contro la violenza di genere siano particolarmente sentiti. Ad aprire la serata, a cui hanno partecipato anche molti giovani, sono stati la presidente di Aimag Paola Ruggiero e il sindaco Riccardo Righi. Gino Cecchettin, padre di Giulia, uccisa a 22 anni a coltellate dall’ex fidanzato Filippo Turetta, l’11 novembre 2023, ha scelto di non restare in silenzio e di raccontare “quel che ha imparato” da sua figlia nel libro: Cara Giulia. Il testo è una lunga lettera, una narrazione potente e un appello alle famiglie, alle scuole e alle istituzioni in cui Cecchettin si interroga sugli errori e sulle radici profonde della cultura patriarcale della nostra società. Rispondendo alle domande di Pierluigi Senatore, Cecchettin ha detto all’attenta e commossa platea “Giulia è diventata un simbolo pubblico”. Dal giorno dei funerali della figlia ha scelto di condividere il proprio dolore cercando di affrontarlo e renderlo costruttivo affinché possa essere di aiuto alle giovani e ai giovani del nostro Paese. Nel suo racconto Cecchettin ha ribadito come “Sei la mia Giulia e sarai per sempre la mia Giulia. Ma non sei più solo questo. Dopo quanto è successo sei anche la Giulia di tutti, quella che sta parlando a tutti. E io sento forte il dovere di manifestare al mondo che persona eri e, soprattutto, di cercare di far sì che altre persone si pongano le mie stesse domande”. Parole sofferte, parole di impegno, consapevolezza e coraggio.
“Provo ad analizzare dove abbiamo sbagliato, soprattutto noi genitori, padri e madri, dove siamo stati poco presenti e non siamo riusciti a educare i figli all’amore, al rispetto, alla comprensione, ma li abbiamo forse educati a una modalità di vita incentrata sul possesso. Questo sto cercando di fare con tutte le mie forze e questo credo sia il modo migliore per reagire a quanto è successo, facendo più rumore possibile, per parlare agli altri genitori e alla generazione dei figli” spiega Cecchettin, 54 anni, titolare di una piccola azienda di elettronica, che in memoria di sua figlia è impegnato nella costruzione di progetti per combattere la violenza di genere attraverso la Fondazione Giulia Cecchettin. “Ho deciso di non chiudermi nel mio dolore ma di reagire insieme ai miei figli Elena e Davide e nel ricordo di mia moglie Monica. Amo parlare di vita e di progetti – ha proseguito Gino Cecchettin – nonostante tutto quel che mi è successo perché è da qui che può nascere un cambiamento reale. Stiamo affrontando un problema grave, che richiede di sbarrare con decisione la strada sbagliata, ma anche di indicare e rendere visibile quella giusta. Il confronto con i giovani è fondamentale: sono loro il futuro e a loro dobbiamo affidarci con fiducia, accompagnandoli nella costruzione di relazioni sane, fondate sul rispetto, sulla responsabilità e sulla consapevolezza. Con la Fondazione quello che portiamo avanti non è una guerra contro gli uomini ma contro il maschilismo tossico”.
Occorre continuare a “educare a un modo più rispettoso di vivere – spiega – cercando di venire a capo di quegli stereotipi che ci condizionano la vita e non consentono, da maschi, di avere rispetto anche della vita delle donne. Non posso cambiare quello che è successo, ma posso cambiare quello che verrà. Con Giulia – dice – parlo tantissimo. Le racconto quello che stiamo facendo, i miei pensieri. Penso che, in qualche modo, viva e noi cerchiamo di farla vivere portando avanti le cose belle che ci ha insegnato”. A novembre uscirà un film, sotto la supervisione della famiglia Cecchettin, sulla tragica vicenda di Giulia, sarà un altro momento fondamentale per tornare a parlare di violenza di genere e di educazione “perché il no, non è un fallimento”.
Con questa testimonianza, il Gruppo Aimag ha voluto contribuire attivamente e concretamente alla diffusione di una maggiore consapevolezza e al rafforzamento di una cultura orientata al rispetto della persona e alla prevenzione della violenza di genere. Il Gruppo Aimag da diversi anni è impegnato nell’ambito delle politiche aziendali di responsabilità sociale e di promozione dei valori di inclusione, rispetto e pari opportunità che hanno portato, già due anni fa, anche alla certificazione della parità di genere. Un risultato importante ma soprattutto un punto di partenza verso la realizzazione di nuovi importanti progetti come la formazione interna sul linguaggio inclusivo o la collaborazione con la Fondazione Cecchettin per la prevenzione delle molestie nei luoghi di lavoro.
























