Gli studenti del CFP Nazareno alla scoperta della cucina alpina tra formazione e impresa

Il 19 e 20 marzo, ventiquattro ragazzi hanno partecipato a un viaggio didattico in Trentino-Alto Adige, reso possibile anche grazie ai fondi raccolti durante la rassegna Materie d’Autore” che rappresenta un’iniziativa che apre la scuola alla città attraverso eventi dedicati e momenti di incontro con professionisti di altissimo livello del settore ristorativo. In particolare, la serata del 29 gennaio ha visto protagonisti il macellaio Roberto Papotti e lo chef Enrico Bergonzi del ristorante Al Vedel, in un’esperienza di grande valore gastronomico e formativo.

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Un’esperienza formativa intensa, concreta e ricca di stimoli quella vissuta dagli studenti delle classi quarte del CFP Nazareno di Carpi, appartenenti ai corsi di specializzazione per Tecnico del servizio di distribuzione pasti e bevande (sala bar) e Tecnico della produzione pasti (cucina). Il 19 e 20 marzo, ventiquattro ragazzi hanno partecipato a un viaggio didattico in Trentino-Alto Adige, reso possibile anche grazie ai fondi raccolti durante la rassegna Materie d’Autore” che rappresenta un’iniziativa che apre la scuola alla città attraverso eventi dedicati e momenti di incontro con professionisti di altissimo livello del settore ristorativo. In particolare, la serata del 29 gennaio ha visto protagonisti il macellaio Roberto Papotti e lo chef Enrico Bergonzi del ristorante Al Vedel, in un’esperienza di grande valore gastronomico e formativo. Il filo conduttore dell’anno scolastico 2025-2026 è stato lo studio della cucina dell’arco alpino, tema che ha trovato piena realizzazione in questa esperienza sul campo. Alcuni studenti, inoltre, avevano già avuto l’opportunità di confrontarsi con contesti di alto livello durante stage legati alle recenti Olimpiadi Invernali, rendendo questa uscita un ulteriore tassello di crescita professionale.

Prima tappa del viaggio è stata la visita alla scuola alberghiera LHF Kaiserhof, realtà formativa di eccellenza a livello internazionale. Qui gli studenti hanno potuto osservare da vicino un modello didattico diverso, confrontandosi con coetanei impegnati nello stesso percorso professionale ma inseriti in un contesto culturale e organizzativo differente. Il confronto tra pari si è rivelato un momento particolarmente significativo: uno scambio di esperienze, metodi e visioni che ha arricchito gli studenti, stimolandoli a riflettere sul proprio percorso e sulle competenze richieste dal settore.

La seconda tappa ha condotto il gruppo presso il birrificio Forst nella sede di Lagundo (BZ). Qui i ragazzi hanno avuto modo di entrare in contatto con una realtà imprenditoriale solida e in continua crescita, caratterizzata da un forte orientamento all’innovazione e alla sostenibilità ambientale. La visita ha permesso di approfondire le fasi produttive, le tecnologie impiegate e l’organizzazione aziendale, offrendo uno sguardo concreto sulle dinamiche del mondo del lavoro. Comprendere i processi produttivi e le strategie imprenditoriali rappresenta oggi una competenza fondamentale per chi si prepara a operare nel settore enogastronomico.

Il soggiorno si è svolto nella suggestiva città di Bressanone, una realtà di dimensioni contenute ma con una forte vocazione artigianale, dove tradizione e cura del dettaglio rappresentano elementi distintivi del territorio. Un contesto ideale per immergersi nella cultura alpina e comprendere il legame profondo tra ambiente, produzione e identità gastronomica.

Tra le tappe più suggestive del percorso non è mancata la visita all’Abbazia di Novacella, nel territorio di Varna in provincia di Bolzano, uno dei complessi monastici più antichi dell’arco alpino, fondato nel 1142 dagli Agostiniani. Da quasi nove secoli rappresenta un importante centro spirituale e culturale, ma anche una delle più antiche realtà vitivinicole ancora attive al mondo. La tradizione enologica dell’abbazia si è sviluppata nel tempo grazie al lavoro dei canonici e alla particolare vocazione agricola della Valle Isarco, dando origine a vini di grande qualità e identità territoriale. Qui gli studenti hanno potuto approfondire la storia del luogo, conoscere le tecniche di produzione e concludere la visita con una degustazione che ha evidenziato il profondo legame tra storia, paesaggio e cultura enologica.

Il viaggio si è poi concluso con la visita al caseificio Brimi, dove gli studenti sono stati accolti da un’impresa altamente strutturata, moderna e fortemente orientata alla qualità. Anche in questo caso, l’attenzione ai processi produttivi, all’innovazione e alla valorizzazione delle materie prime ha offerto spunti preziosi per la loro formazione.

Esperienze come questa confermano quanto i viaggi di istruzione rappresentino un elemento fondamentale nel percorso didattico: imparare fuori dalla scuola è una chiave di successo per chi opera nel settore della ristorazione. L’auspicio è quello di poter ampliare sempre più queste opportunità, perché la scuola del futuro la immaginiamo aperta, dinamica e in dialogo costante con il territorio e le sue eccellenze. Le nuove generazioni hanno una grande sete di imparare, e il contatto diretto con realtà di qualità è uno degli strumenti più efficaci per alimentarla.

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