La natura si risveglia e si colora, i fiori sbocciano, l’aria si riempie di profumi e del ronzio degli insetti… per molti però la primavera è tutt’altro che una delizia. Alle prese con starnuti, occhi arrossati e fazzoletti sempre a portata di mano, per gli allergici inizia la consueta agonia. A spiegare come affrontare al meglio la stagione è il dottor Mario Bruno Guanti, specialista in Allergologia e Immunologia Clinica del Policlinico di Modena.
Dottor Guanti, perché la primavera è un periodo particolarmente critico per chi soffre di allergie?
“Perché coincide con la fase di pollinazione della maggior parte delle piante che popolano spontaneamente l’area del Mediterraneo. I pollini contengono frazioni proteiche che possono indurre una sensibilizzazione allergica in soggetti predisposti (gli allergici) e generare al contatto con la mucosa respiratoria un’infiammazione che è causa dei sintomi primaverili”.

Quali sono gli allergeni principali?
“I pollini di graminacee, betullacee, cupressacee, composite, oleacee con le loro fioriture coprono un arco di tempo che si estende da fine gennaio ai primi di novembre. Nelle nostre zone in primavera è il polline di graminacee a causare la maggior parte dei sintomi di allergia. Oltre agli allergeni stagionali esistono anche i perenni con i quali entriamo in contatto tutto l’anno ovvero Acari della polvere, Epiteli di animali domestici, muffe che causano in genere una sintomatologia respiratoria meno intensa ma più persistente”.
Quanto influiscono clima e inquinamento sulla gravità dei sintomi?
“Il cambiamento climatico ha progressivamente allungato la fase di pollinazione. Le fioriture partono prima e persistono ben oltre il periodo stagionale classico. L’allergico è esposto agli allergeni per tempi complessivamente più lunghi il che vuol dire cronicizzazione dell’infiammazione respiratoria. Gli inquinanti ambientali sono potenti irritanti della mucosa bronchiale e quindi svolgono un ruolo di cofattore dell’infiammazione”.
Chi è più a rischio? Ci sono fattori genetici o ambientali che rendono alcune persone più suscettibili alle allergie primaverili?
“Esiste una predisposizione genetica così come una famigliarità indicate genericamente con il termine Atopia che rimanda a una specifica attitudine del sistema immunitario alla reattività di barriera e quindi anche alla reattività allergica. Di solito l’allergico in famiglia è in buona compagnia…”.
Quali sono i sintomi più comuni e come distinguerli da quelli di un raffreddore stagionale o di altre patologie respiratorie?
“Starnutazione, prurito, secrezione nasale sierosa, bruciore oculare, congiuntivite. Tutte queste manifestazioni concorrono a definire il quadro dell’Oculorinite Allergica. Si tratta di un quadro infiammatorio delle alte vie respiratorie che quando raggiunge gradi di elevata intensità può coinvolgere anche il distretto polmonare, cioè bronchi e polmoni, dando origine a dispnea e crisi asmatiche. I sintomi persistono per tutta la stagione pollinica, ovvero diverse settimane se non mesi, condizione molto diversa da quella di una rinite infettiva che mediamente si risolve al più in 15-20 giorni”.
Come si effettua la diagnosi? È possibile individuare esattamente a quale polline o allergene si è sensibili?
“E’ opportuno eseguire una visita specialistica allergologica. La diagnostica allergologica con le prove cutanee e lo studio degli allergeni molecolari consente oggi di fare diagnosi con elevato livello di specificità”.
Quali farmaci risultano più efficaci?
“Antistaminici, spray nasali cortisonici, spray di barriera, colliri consentono di intervenire sui sintomi e spesso sono efficaci e risolutivi. Vanno però assunti per tutto il periodo sintomatico. Oggi abbiamo a disposizione anche terapie desensibilizzanti a base di prodotti purificati molto efficaci e ben tollerati. Agendo sulla componente reattiva del sistema immunitario interveniamo sulla causa del problema risolvendolo in toto o in buona parte”.
Quali accorgimenti si possono adottare in casa o all’aperto per ridurre i sintomi?
“In ambito domestico trovano impiego i comuni sistemi di filtraggio dell’aria. All’aperto, in specifiche condizioni, può essere utile rispolverare le care vecchie mascherine anche se più pratici sono sicuramente degli spray nasali di barriera a base di acido ialuronico. Rimane il fatto che una buona terapia sintomatica consente di affrontare la primavera in tranquillità”.
L’immunoterapia è indicata e per chi?
“Per coloro i quali manifestano sintomi di intensità moderato-grave e che non trovano beneficio con la sola terapia sintomatica”.
Ci sono consigli pratici per affrontare al meglio la stagione?
“Giocare in anticipo per arrivare alla stagione pollinica pronti”.
Jessica Bianchi
























