Il Ramadan come il digiuno intermittente, “un’esperienza da provare”

È da poco iniziato il mese del Ramadan, il periodo in cui i musulmani digiunano dall'alba al tramonto per purificare corpo e anima, e al ristorante Chaska, in piazzale Ramazzini n°43, si respira aria di festa: “per noi è una tradizione molto amata, è l'occasione per ritrovarsi a cena con amici e parenti, per riattivare corpo e mente, un po' come la moderna pratica del digiuno intermittente. Se volete provare anche voi vi invitiamo alla sera a cenare nel nostro ristorante e vi offriremo alcune specialità come le Pakora, frittelle speziate fatte con farina di ceci e ripiene di verdure, e i datteri ricoperti al cioccolato”.

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Quando in cielo appare la luna crescente, i musulmani di tutto il mondo si fermano. Le case vibrano di entusiasmo, le moschee si riempiono di luce e le famiglie si riuniscono con una missione comune. Per trenta giorni, non mangiano e non bevono dall’alba al tramonto, pregano fino a tarda notte e donano generosamente a chi è nel bisogno. Per i musulmani il Ramadan non è un obbligo religioso, ma un “pulsante di reset” e un periodo di festa in cui trovarsi a turno a casa di parenti e amici alla sera. “A prima vista, digiunare da cibo e acqua per 30 giorni può sembrare estenuante – ha spiegato Rehan, del Ristorante Chaska – Ma per noi è una pratica trasformativa. Infatti, il digiuno non riguarda solo il cibo. È una disintossicazione mentale. In questo periodo cerchiamo di compiere più gesti di aiuto per chi ne ha bisogno, di evitare pettegolezzi, rabbia e abitudini negative, allenando la mente a concentrarsi su ciò che conta davvero. Consideratelo un parallelo spirituale delle moderne tendenze del benessere come il digiuno intermittente o i detox digitali, entrambi mirano a un miglioramento psico-fisico”.

Quali altri abitudini praticate durante il Ramadan?

“Durante il Ramadan pratichiamo la carità e le donazioni volontarie, durante la festa finale doniamo soldi ai bambini e, in generale, ai membri più giovani della famiglia per esempio i fratelli e le sorelle maggiori a quelli minori.

Soprattutto condividere i pasti al tramonto è ciò che lo rende una tradizione amata da tutti. Ritrovarsi alla sera a casa di una famiglia o dell’altra è come una festa: la casa viene allestita con luci speciali, la tavola imbandita di tante prelibatezze e ci sono piccoli rituali: per esempio iniziare mangiando datteri che danno subito energia”.

Qual è l’invito che rivolgete ai vostri clienti?

“Una piccola sfida: se volete provare anche voi questa esperienza non vi lasceremo soli, possiamo darvi consigli, e poi vi invitiamo a venire a cena al nostro ristorante e offrirvi alcune prelibatezze tipiche dei nostri pasti durante il Ramadan come le Pakora, frittelle speziate fatte con farina di ceci e ripiene di verdure, e i datteri ricoperti al cioccolato.

Di recente abbiamo aggiunto anche altri piatti nel menù: nuovi antipasti, piatti a base di manzo, dolci, un nuovo tipo di grigliata e un Naan speciale con gli spinaci nell’impasto. Vi aspettiamo!”.

Chiara Sorrentino

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