Ostello, 13 anni dopo la partita non si è ancora chiusa

Da mesi attendiamo dal Comune di avere notizie sulla sorte dell’edificio (costato all’ente pubblico ben 1 milione e 300mila euro) ma sinora il silenzio è stato totale.

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Tredici anni dopo la partita non si è ancora chiusa. Una di quelle saghe che, nemmeno a dirlo, ha ormai assunto i contorni del grottesco. Stiamo parlando dell’Ostello o, perlomeno, della struttura che avrebbe dovuto ospitarlo, negli spazi dell’Ex Foro Boario.

Nel giugno del 2012, dopo la ristrutturazione costata 1 milione e 300mila euro, la gestione dello stabile venne concessa dal Comune di Carpi – proprietario dei muri – al Circolo Legambiente di Carpi, Novi e Soliera e all’associazione culturale Appenappena. Aggiudicazione a cui non seguì mai la consegna, dal momento che, a causa del terremoto, gli spazi vennero occupati da Aimag che vi rimase per sette anni. Dopodiché sono stati vari i servizi che l’ente pubblico, a corto di spazi, vi ha collocato, compreso, nel 2022, l’ufficio elettorale. Poi il buio.

Da mesi attendiamo dal Comune di avere notizie sulla sorte dell’edificio ma sinora il silenzio è stato totale.

Il dubbio, lecito, è dunque che nulla sia ancora cambiato. Di certo c’è la vetustà del progetto: dal 2012 al 2025 il mondo è mutato, così come il modo di viaggiare e di fruire delle strutture. Per ammodernare l’edificio (vedi alla voce camerate comuni e docce aperte) e renderlo così rispondente alle nuove esigenze dei viaggiatori, era stata stimata nel 2022, una spesa di circa 100mila euro di cui avrebbero dovuto farsi carico gli aggiudicatari del bando. Legambiente e Appenappena hanno le spalle abbastanza larghe per farsi carico della riqualificazione e dell’arredo? Sono ancora disposte ad accollarsi l’onere di gestire la struttura?

Condizioni e scenari sono lontani anni luce da quel lontano 2012 e il tema della sostenibilità sul medio-lungo termine è a dir poco delicato anche a fronte di un tessuto associativo che invecchia e si riduce.

Il CUC (Ufficio Gare del Comune) sempre nel 2022 dopo aver vagliato la proposta depositata nel 2020 dagli aggiudicatari per capire se il progetto originario potesse essere in qualche modo modificato per rendere la struttura maggiormente rispondente alle necessità odierne, aveva dato il nullaosta. “L’affidamento è ancora valido, il progetto compatibile coi requisiti del bando e dunque per l’Amministrazione i vincitori nel momento in cui l’ufficio elettorale cambierà casa potranno prendere possesso dell’immobile. L’idea di Appenappena e Legambiente è quella di coniugare ricezione turistica e cultura per creare un contenitore articolato e polifunzionale capace di valorizzare le eccellenze locali, a partire da quelle artistiche” ci avevano fatto sapere nel novembre del 2022. A 13 anni di distanza dall’aggiudicazione tutto è ancora fermo e il Comune resta muto.

Nel frattempo a Modena, grazie a un partenariato pubblico privato, in via Aldrovandi 61, è stato inaugurato l’Ostello per l’Autonomia Aldrovandi 61 gestito da Arca Lavoro, l’impresa sociale di Porta Aperta, per offrire accoglienza temporanea a lavoratori in condizione di fragilità sociale e disagio abitativo.

La struttura di 300 metri quadri, messa a disposizione dall’imprenditore Giancarlo Pivetti, conta 20 posti letto, una cucina attrezzata, bagni in comune con cinque impianti docce, una lavanderia automatica, e sarà coordinata da uno staff di educatori professionali di Porta Aperta e Arca Lavoro che si occuperanno anche di supportare gli ospiti nella ricerca di una soluzione abitativa definitiva. “Un luogo nato per contribuire a lenire la ricerca di alloggi temporanei per chi ne abbia bisogno e urgenza a partire dai lavoratori in difficoltà con l’affitto e con prezzi che a Modena sono oggetto di una ingiustificata bolla speculativa” ha affermato il sindaco Massimo Mezzetti in occasione dell’inaugurazione. Evidentemente a Modena gli amministratori si sono resi conto che il mondo è cambiato, così come le priorità.

Jessica Bianchi

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