C’è un pezzetto di Emilia, precisamente di Correggio, negli uffici del leggendario Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, in California. È qui che lavora Andrea Magnanini, classe 1995, uno scienziato partito da una piccola cittadina per approdare nel cuore pulsante dell’esplorazione spaziale mondiale, dove sono nate missioni storiche come Voyager e Cassini.
Dottor Magnanini, da una piccola cittadina come Correggio fino a Pasadena, in California: come è riuscito concretamente ad approdare al Jet Propulsion Laboratory della NASA e cosa ha provato la prima volta che è entrato? Lavorare alla NASA è sempre stato il suo sogno fin da bambino o è un desiderio nato durante gli anni di studio?
“Ci sono arrivato grazie al dottorato al laboratorio di Forlì, che collabora anche con scienziati del Jet Propulsion Laboratory della NASA. Finito il dottorato, ho proposto al mio attuale supervisor di lavorare insieme. Lui mi ha invitato per tre mesi al JPL a preparare una proposta per il NASA Postdoctoral Program, che è andata bene. Entrare dove sono nate missioni come Voyager e Cassini è stato impressionante. Da bambino, però, volevo fare il nuotatore”.
Di cosa si occupa esattamente alla NASA e come si svolge una sua giornata tipo di ricerca?
“Mi occupo soprattutto di modelli dinamici orbitali e rotazionali delle lune del Sistema Solare, per studiare come sono fatte. Ci sono poi anche altri progetti in cui si viene coinvolti, legati allo studio di pianeti o asteroidi. Descrivere una giornata tipo è difficile: ci sono periodi di studio di aspetti nuovi, di test, di analisi, di scrittura di articoli e revisione di lavori. Ci sono poi riunioni regolari con colleghi e collaboratori dei vari progetti”.
Studia le lune di Giove attraverso i dati delle sonde spaziali: cosa sperate di scoprire e come spiegherebbe questo lavoro a chi non è un esperto di spazio?
“La speranza più interessante sarebbe trovare oceani d’acqua sotto la superficie delle lune di Giove, e magari condizioni per la vita. Ogni gruppo contribuisce con il proprio tassello: noi studiamo gravità, orbita e rotazione. Quando una sonda passa vicino a una luna, la gravità ne modifica il moto e quindi il segnale ricevuto a Terra. Cerchiamo modelli matematici per spiegare quei dati e progettare missioni future”.
A un ragazzo o una ragazza che oggi guarda le stelle e sogna di seguire i suoi passi, quale consiglio si sente di dare?
“Già il fatto di avere una passione forte è una fortuna. Non credo di poter dare davvero consigli, a parte quelli scontati e banali. Ma se devo dire qualcosa, impegnarsi tanto, per tanto tempo, darà dei frutti. Nel mezzo ci si può perdere, varie volte, e il percorso non è per niente lineare, direi per nessuno. Però è importante continuare ed essere costanti e tenaci, perché è quasi una garanzia che prima o poi qualcosa di buono accada”.
Pensa che il suo futuro sia negli Stati Uniti o le piacerebbe un giorno riportare la sua straordinaria esperienza in Italia o in Europa?
“Certo che mi piacerebbe tornare un giorno! Per il momento ho un progetto di due-tre anni qui negli Stati Uniti, poi si vedrà. Nel mio settore qui c’è un ambiente di ricerca che è difficile trovare allo stesso livello in Italia, e anche in Europa. Ma la vita è fatta anche di altro. Vedremo come andrà”.
Chiara Sorrentino
























