647 sono i bambini che hanno avuto un posto nella riapertura anticipata delle scuole a partire dal 31 agosto, di cui 33 con disabilità. Le domande in tutto erano state 647 e sono state tutte accolte. L’adesione da parte delle famiglie è avvenuta su base volontaria tramite moduli coordinati direttamente dai singoli istituti scolastici. Per l’Unione Terre d’Argine, la sperimentazione di Scuole Aperte, ribattezzata recentemente La scuola che riparte insieme, lanciata per la prima volta quest’anno dalla Regione Emilia Romagna, è andata bene.
“Pur in assenza di un formale univoco questionario finale, i riscontri raccolti al momento dell’uscita e nei primi giorni di ripresa delle lezioni regolari sono stati unanimemente positivi. I genitori hanno espresso a noi e direttamente alle Scuole organizzatrici, forte apprezzamento per la qualità delle proposte e per il concreto sollievo economico e organizzativo offerto in un periodo dell’anno storicamente critico” afferma l’Assessore all’Istruzione Daniela Tebasti.
Certo, la platea potenziale era di 4.200 alunni delle elementari e avrebbe fatto richiesta il 15% del totale, ma è anche vero che la proposta non è stata rivolta ai primini, molte famiglie si erano organizzate diversamente (ad esempio con i numerosi centri estivi – oltre 60 presenti sul nostro territorio) quando a fine giugno si sono aperte le iscrizioni e in tante scuole erano già stati attivati progetti del Programma Operativo Nazionale nel periodo tra che precede l’inizio delle lezioni. La sovrapposizione con i bandi PON ha portato un paio di istituti a non aderire direttamente al format Scuole Aperte, avendo già strutturato per i propri studenti una programmazione analoga finanziata dai fondi europei e ministeriali.
I numeri dell’iniziativa fotografano comunque un’ampia risposta da parte della comunità scolastica: sono state ben 18 le scuole coinvolte, distribuite su 7 Istituti Comprensivi delle Terre d’Argine: Novi di Modena, Soliera, Carpi Centro, Carpi 2, Carpi Nord, affiancate dalla partecipazione di due scuole paritarie cittadine, le Figlie della Provvidenza e il Sacro Cuore.
“I dati sulla frequenza testimoniano il successo dell’iniziativa: si è registrata una defezione inferiore al 2% tra gli iscritti, mentre chi ha partecipato lo ha fatto con estrema regolarità, portando la media di adesione a superare il 98%” commenta Tebasti.
Dal punto di vista organizzativo, le attività si sono svolte esclusivamente nella fascia mattutina, una formula oraria che si è rivelata ideale per affrontare le elevate temperature di inizio settembre, consentendo ai ragazzi di sfruttare al meglio i giardini scolastici e gli spazi esterni alberati in totale sicurezza e comfort.
Sono state proposte attività educative e di apprendimento in un contesto educativo strutturato, gestito in collaborazione con le cooperative sociali del territorio e personale educativo qualificato. A differenza dei progetti finanziati tramite fondi PON, le attività educative non hanno impiegato il personale docente mentre il coinvolgimento del personale Ata è stato su base volontaria.
Ciascun istituto ha declinato le attività in base alle specifiche esigenze dell’utenza e alla propria progettualità: solo a titolo esemplificativo laboratori di potenziamento linguistico con proposte di arricchimento esperienziale e lessicale per l’italiano (come i moduli “Parole in gioco, mani in pasta”) fino alle attività immersive in lingua inglese condotte in chiave ludico-didattica (canzoni, giochi e dinamiche di gruppo) attività artistiche, creative, musicali. Per i bambini delle classi quinte è stato proposto un percorso speciale orientato al passaggio alle scuole secondarie di primo grado, basato sull’approccio a tre lingue straniere (inglese, francese e tedesco) e ancora ampi spazi sono stati dedicati a laboratori teatrali, espressivi, attività motorie e gioco-sport, privilegiando l’apprendimento informale, relazionale e rilassato, privo di ansie di prestazione o valutazioni. La Regione Emilia-Romagna aveva infatti già stanziato 3 milioni di euro per sostenere questa fase sperimentale su scala territoriale: all’Unione Terre d’Argine era stato assegnato un budget di 151.060,94 euro, ripartito tra le scuole aderenti in proporzione al numero degli iscritti.
La criticità principale ha riguardato i tempi di avvio, particolarmente compressi: la formalizzazione degli accordi è giunta in piena estate, con la conferenza stampa e la comunicazione ufficiale svolte nel mese di agosto. Questo ha impedito la pianificazione di una campagna informativa e, per il futuro, l’obiettivo è quello di anticipare la finestra delle iscrizioni già alla primavera (indicativamente tra marzo e aprile).
L’intenzione dichiarata dall’amministrazione regionale è quella di confermare la misura all’interno del nuovo bilancio, con l’obiettivo di impegnare ulteriori risorse (De Pascale ha annunciato una stima di dieci milioni di euro nell’ambito della futura legge regionale per il sostegno alla natalità e alla genitorialità) per trasformare l’apertura estiva delle scuole in un servizio strutturale e permanente nei prossimi anni per tutti i 330 comuni della Regione. “Questo è quello che ci auguriamo insieme alle scuole, magari sperando in un estensione anche alle scuole secondarie di primo grado, ma i criteri organizzativi non sono ancora certi” conclude Tebasti.
S.G.
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