Linea 510, autobus pieno: 50 studenti restano a terra

La scuola è appena ricominciata e, insieme alle lezioni, tornano anche le prime segnalazioni sui disagi del trasporto pubblico. A scriverci è la mamma di uno studente che frequenta una scuola di Carpi e risiede a Fossoli, che ha segnalato quanto accaduto nella giornata di ieri, 16 settembre, sulla linea 510.

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Foto di repertorio

La scuola è appena ricominciata e, insieme alle lezioni, tornano anche le prime segnalazioni sui disagi del trasporto pubblico. A scriverci è la mamma di uno studente che frequenta una scuola di Carpi e risiede a Fossoli, che ha segnalato quanto accaduto nella giornata di ieri, 16 settembre, sulla linea 510. Il problema, racconta la madre, si è verificato all’uscita da scuola delle 12. Numerosi studenti si sono concentrati all’autostazione per prendere la corsa delle 12.15 diretta verso Fossoli, ma il bus è arrivato rapidamente al completo. A bordo è riuscita a salire soltanto una parte dei ragazzi, mentre, secondo la segnalazione, circa 50-60 studenti sono rimasti alla fermata. “Nonostante il numero elevatissimo di studenti rimasti alla fermata, non è stato predisposto un autobus aggiuntivo”, prosegue. I ragazzi hanno quindi dovuto attendere la corsa successiva, quella delle 12.50, che si sarebbe nuovamente riempita in pochi minuti, lasciando ancora alcuni studenti a terra. Una situazione che ha comportato anche condizioni di forte affollamento a bordo per gli studenti riusciti a salire sulle corse successive. Da qui la domanda della mamma: “se gli orari di uscita dalle scuole sono prevedibili, perché non predisporre un potenziamento del servizio nelle fasce di maggiore affluenza?”. Dal canto loro Seta e aMo spiegano come nelle prime settimane dell’anno scolastico gli orari di entrata e uscita degli studenti siano ancora provvisori. “Si potrebbero quindi determinare temporanei disallineamenti fra l’orario di inizio e fine delle lezioni e gli orari programmati delle corse”. Secondo Seta e aMo, gli eventuali disagi legati a questa fase sono dunque destinati progressivamente a ridursi con l’adozione degli orari definitivi delle lezioni da parte degli istituti. Gli enti chiedono quindi la collaborazione di tutte le parti coinvolte per arrivare a definire le soluzioni più adeguate. Nel frattempo, assicurano, il servizio sarà tenuto sotto stretta osservazione “in particolare nelle prime settimane di lezione”, con l’obiettivo di verificare l’efficacia del servizio e, di conseguenza, “valutare eventuali adeguamenti, dove possibile”.

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