“Così non si può più andare avanti. Ci sentiamo completamente abbandonati”. Era stato questo il grido d’allarme lanciato nelle scorse settimane dai residenti di viale Guido Fassi, esasperati da schiamazzi, persone che stazionano sotto le finestre fino a tarda notte, consumo di alcolici e sporcizia (per approfondire leggi qua: https://temponews.it/2026/08/31/esasperati-i-residenti-di-viale-guido-fassi-il-degrado-avanza-e-nessuno-fa-nulla/). Un disagio che, secondo chi abita nella zona, si è aggravato con l’apertura di un nuovo esercizio commerciale e che coinvolge l’asse Berengario-Fassi-Tre Febbraio, da loro ribattezzato il “triangolo del disagio”. I residenti chiedevano soprattutto una cosa: che cosa intende fare concretamente il Comune per arginare una situazione che, a loro dire, è ormai fuori controllo? Perché, al di là dei passaggi delle forze dell’ordine e dei controlli sui gruppi che stazionano nella zona, il problema continua a ripresentarsi? E perché non valutare, come già accaduto in altre città, un provvedimento sugli orari di apertura dei punti vendita?
Dall’Amministrazione comunale fanno sapere che, “dalla primavera a oggi, l’asse Berengario-Fassi è stato interessato da oltre 40 controlli della Polizia locale, effettuati sia sul fronte della regolarità commerciale sia per quanto riguarda il decoro e il disturbo della quiete pubblica”. Un’attività che il Comune rivendica come risposta concreta alle segnalazioni, ma che si inserisce in una situazione che l’Amministrazione stessa definisce “complessa”. Nei giorni scorsi il sindaco Riccardo Righi e l’assessore Paola Poletti hanno incontrato in Municipio una rappresentanza dei residenti di via Fassi che ha portato alla loro attenzione le criticità già segnalate, “ovvero schiamazzi e condotte inappropriate da parte degli avventori”, spiegano dal Comune. I residenti avevano chiesto perché non adottare un’ordinanza per limitare l’apertura degli esercizi ma il Comune chiarisce che le ordinanze sugli orari hanno carattere “emergenziale e non possono essere prorogate oltre un certo limite. Anche a Modena provvedimenti di questo tipo non sono più in vigore dalla metà di settembre”.
E allora quale strada percorrere? Il Comune ha deciso di portare la questione al Comitato territoriale per l’ordine e la sicurezza pubblica, ritenendo necessario “coinvolgere tutti gli organi preposti al controllo e al mantenimento della sicurezza”. Nel frattempo, l’invito rivolto ai residenti è quello di “denunciare sempre, ogni singolo episodio” concludono dal Comune. Dopo oltre 40 controlli, un incontro con i residenti e il passaggio al Comitato per l’ordine e la sicurezza, quali saranno gli interventi capaci di incidere davvero sulla quotidianità di chi vive nell’asse Berengario-Fassi-Tre Febbraio? Perché il punto, per i residenti, non è soltanto verificare che le regole vengano rispettate, ma tornare a vivere e dormire senza schiamazzi, degrado e persone che stazionano sotto casa fino a notte fonda.
Jessica Bianchi
























