Mercato dell’usato, in Emilia-Romagna è boom: vale 2,2 miliardi

Con oltre 2,2 miliardi di euro generati nel 2025, l'Emilia-Romagna è tra le regioni che contribuiscono maggiormente al giro d’affari della second hand economy italiana, con oltre la metà della popolazione che ha acquistato o venduto beni usati nell’ultimo anno. Un risultato che testimonia il ruolo centrale del mercato dell'usato nel tessuto economico regionale, sostenuto soprattutto dalla diffusione dei canali digitali. Abbigliamento e Accessori Vintage le categorie che distinguono maggiormente il mercato regionale.

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Dal bisogno quotidiano al desiderio che si rincorre da tempo, sempre più italiani scelgono la second hand per i propri acquisti. Secondo l’Osservatorio Second Hand Economy di Ipsos Doxa per Subito, giunto nel 2025 alla sua dodicesima edizione, il 65% della popolazione ha dichiarato di aver acquistato o venduto oggetti usati (+2 punti percentuali rispetto al 2024), 28,2 milioni di italiani solo nell’ultimo anno, contribuendo ad alimentare un mercato dal valore economico complessivo di 27,2 miliardi di euro, corrispondenti all’1,2% del PIL. Un comportamento sempre più radicato nelle scelte di consumo degli italiani, che vede in guadagno e risparmio i principali motori della sua crescita e che, sempre più spesso, rappresenta la prima opzione nel processo di acquisto (68%).

Con oltre 2,2 miliardi di euro generati nel 2025, l’Emilia-Romagna è tra le regioni che contribuiscono maggiormente al giro d’affari della second hand economy italiana, con oltre la metà della popolazione che ha acquistato o venduto beni usati nell’ultimo anno. Un risultato che testimonia il ruolo centrale del mercato dell’usato nel tessuto economico regionale, sostenuto soprattutto dalla diffusione dei canali digitali.

Il cuore economico della second hand emiliano-romagnola batte infatti sempre di più online, dove si concentra una parte significativa del valore generato dall’economia dell’usato di questa regione: il 61% del valore economico complessivo passa infatti dai canali digitali, una quota superiore alla media nazionale (54%) che conferma come il digitale stia ridefinendo sempre più le modalità di accesso a questo mercato. Nel 2025 le compravendite digitali hanno generato oltre 1,35 miliardi di euro, valore che colloca l’Emilia-Romagna al terzo posto in Italia, dietro soltanto a Lombardia e Veneto.

Se il digitale rappresenta uno dei motori principali di questo mercato, è osservando le categorie più acquistate e vendute online che emerge la personalità della second hand emiliano-romagnola. Casa & Persona guida la classifica degli acquisti (80,4%), ma è soprattutto guardando ai prodotti che Abbigliamento & Accessori definiscono i tratti distintivi della regione, coinvolgendo il 48,7% degli acquirenti, quasi 10 punti percentuali sopra la media italiana (39,1%). A confermare questa vocazione è anche il forte appeal del vintage tra i consumatori emiliani: il 31,7% degli utenti acquista infatti Abbigliamento & Accessori Vintage, uno dei valori più elevati a livello nazionale.

Tra convenienza economica e attenzione al riuso, anche in Emilia-Romagna sono diverse le motivazioni che guidano il ricorso alla second hand. Il risparmio rappresenta la principale leva d’acquisto (64,5%), con un’incidenza superiore alla media italiana, mentre emerge una sensibilità diffusa anche verso il riuso degli oggetti (37% VS il 33,7% nazionale). Sul fronte delle vendite prevale invece il desiderio di fare spazio liberandosi degli oggetti inutilizzati (81,7%), seguito dalla ricerca di un guadagno, indicato da quasi un venditore su due (49,5%), ben al di sopra della media nazionale (41,8%). Non sorprende, quindi, che nel 2025 le vendite dell’usato abbiano generato in Emilia-Romagna un ricavo medio annuo di 747 euro pro capite.

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