Termometro alla mano il familiare di un paziente ha misurato 31.8 gradi nel pomeriggio di ieri, giovedì 6 agosto, all’interno di un reparto al primo piano dell’Ospedale Ramazzini di Carpi. Di seguito la risposta dell’Ausl di Modena:
“Le segnalazioni ricevute nella giornata di ieri sulla Lungodegenza riguardano due ventiloconvettori che sono andati in blocco per un errore della scheda, causato probabilmente dal grande caldo che può provocare brevi black out e/o sovraccarichi che purtroppo possono mandare in errore gli apparati elettronici. Già ieri la richiesta è stata presa in carico e gestita, sono inoltre stati sostituiti i filtri per cercare di dare la massima efficienza possibile.
Si ribadisce che già nei giorni scorsi era stata pienamente ripristinata l’efficienza del sistema, garantendone il funzionamento. Occorre però considerare che gli impianti sono stati progettati tenendo conto di picchi storici di calore inferiori a quelli di questi giorni: a fronte del perdurare, nel corso della giornata, di temperature intorno ai 38-39° – mai osservati prima con questa continuità – possono perdere efficienza di scambio termico, faticando a mantenere i parametri ottimali in maniera costante. Eventuali sbalzi termici, ad esempio, possono anche verificarsi in occasione di brevi interruzioni di corrente, sovraccarichi o in corrispondenza di aperture prolungate di porte o varchi per passaggi di pazienti e personale, che possono necessitare di un tempo di ripristino delle temperature previste, senza dunque che vi siano veri e propri malfunzionamenti.
“Può accadere che i sistemi risultino meno efficienti, in particolare nei luoghi più esposti alla luce solare – dichiara Giuseppe Licitra, Direttore medico del Ramazzini -, a fronte di questi picchi prolungati di calore mai verificatisi prima d’ora; si ricorda che ieri il Ministero della Salute ha diramato l’allerta di livello 3 in tutte le 27 città incluse nel monitoraggio, un primato assoluto per l’anno in corso. La Direzione sta presidiando costantemente il tema, consapevole del disagio dei pazienti, mettendo in atto tutte le soluzioni possibili per assicurare il pieno funzionamento dell’impiantistica: l’assistenza non è mai stata compromessa, né vi sono stati reparti privi di sistemi di raffreddamento”.
Allo stesso modo sono proseguite in questi mesi, e alcune già completate, le manutenzioni programmate su dodici cantieri, per quasi 1 milione di euro di lavori, con il rifacimento di coperture, impianti, serramenti e pavimentazioni del Ramazzini. Un impegno di questa Direzione per rendere più sicura ed efficiente la struttura, che necessitava da tempo di interventi sia di rilievo come quelli sulle coperture, sia di manutenzione di minore entità ma ugualmente necessari, in attesa della realizzazione del nuovo ospedale il cui iter sta procedendo spedito.
























