Scuola, Viviana Valentini taglia il traguardo della pensione tra “blitz” d’affetto e sorprese all’interfono

Alla domanda su quale sia il solco tracciato in questi anni di direzione, Viviana Valentini individua tre pilastri fondamentali: il benessere al centro, chiedere di più ai ragazzi e la sinergia col territorio.

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Ci sono passaggi di testimone che segnano la fine di un’era umana e professionale. È il caso di Viviana Valentini, storica figura della scuola carpigiana e non solo, che si appresta a tagliare il traguardo della pensione. Un percorso lungo, intenso, vissuto con una dedizione totale che le è valsa un affetto travolgente. “Professionalmente mi sento molto realizzata perché sono incarichi che ho amato immensamente” confessa con un pizzico di commozione. Un amore ampiamente ricambiato, come dimostrano i clamorosi “agguati” d’affetto organizzati a sua insaputa nelle ultime settimane di scuola.

Il primo emozionante “blitz” è scattato durante l’ultimo collegio docenti. Complice una fitta rete di contatti segreti e la complicità della Vicepreside Daniela Davino che le ha coperto gli occhi fino all’ultimo secondo, Viviana Valentini si è ritrovata davanti una platea incredibile. C’erano la Alda Barbi dirigente del Liceo Fanti (dove Valentini è stata professoressa per vent’anni, dal 1999 al 2019), i docenti e il personale amministrativo dell’Istituto Meucci (che ha guidato negli ultimi quattro anni) e una delegazione di una decina di persone arrivata appositamente da Canneto sull’Oglio, nel Mantovano, sede del suo indimenticabile primo incarico da dirigente in Lombardia.

Il secondo “colpo di scena” il 22 giugno quando al termine del Consiglio d’Istituto, la scusa di una cena informale si è trasformata in un bagno di folla. Ad aspettarla al ristorante c’erano 94 persone, pronte a stringerla in un abbraccio collettivo. “Una cosa che emotivamente mi ha distrutto” ammette la dirigente. “Le scuole per me sono state case, sono diventate parte di me contribuendo alla mia evoluzione personale e professionale”.

Anche gli studenti non sono stati da meno: nell’ultimo giorno di scuola, attirandola con un pretesto in un altro ufficio, si sono impossessati dell’interfono per dedicarle un saluto speciale. E ad aspettarla nel cortile della scuola tanti di loro, anche ragazzi che la dirigente aveva dovuto riprendere più volte, ma che hanno colto lo spirito dei richiami restituendole molto affetto. Tanti di loro hanno compiuto un percorso di crescita importante.

Alla domanda su quale sia il solco tracciato in questi anni di direzione, Viviana Valentini individua tre pilastri fondamentali: il benessere al centro, chiedere di più ai ragazzi e la sinergia col territorio.

Nell’atto di indirizzo ho sempre sottolineato l’aspetto del benessere. Tutti devono trovare un posto in cui stare bene, nessuno deve sentirsi inadeguato. I ragazzi spesso arrivano già segnati da un giudizio sociale pesante (“vai al professionale, non studi, non sei bravo”). Pensano di valere meno e quindi si impegnano meno. A noi tocca uno sforzo quotidiano per far capire che le cose possono migliorare”.

Di fronte ai disagi comportamentali e alla fatica dei più giovani nel rispettare le regole della convivenza civile, la ricetta di Valentini è chiara: non abbassare l’asticella. “Bisogna chiedere di più ai ragazzi. Meno chiedi, meno danno. Ma serve il supporto delle famiglie, al di là dei voti, per farli rientrare nei binari del rispetto comune”.

Infine, un ringraziamento speciale va alla comunità di Carpi, definita dalla dirigente come un territorio “sempre collaborativo e propositivo”.

Se il capitolo della presidenza si chiude, per Viviana Valentini se ne apre uno tutto nuovo, dedicato alla cura di sé. “La mia scelta di andare in pensione è legata anche al desiderio di fare alcune cose, realizzare sogni e desideri, e studiare ancora. Vorrei dedicare tempo alla mia crescita personale e alla qualità delle relazioni, a partire da quelle familiari spesso sacrificate per il lavoro”. Il legame con la scuola non si spezzerà: nei piani futuri c’è l’idea di collaborare ancora con gli istituti per restituire il bene ricevuto. “Il tempo passa veloce — conclude — e mi sono detta che devo fare qualcosa per me prima che sia troppo tardi”.

S.G.

 

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