Da Parma a Carpi, la sfida delle piazze sostenibili nella tesi di laurea di Federico Pepe

Il 29enne carpigiano Federico Pepe si è laureato in Architettura e Città Sostenibili a Parma con una ricerca su Piazza della Pace. Il suo studio mostra come alberi e verde urbano possano migliorare il comfort climatico e offre spunti anche per Piazza Martiri.

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Federico Pepe Ph Giulia Mantovani

Dalla Piazza della pace di Parma a quella di Carpi, passando per il tema sempre più urgente del cambiamento climatico. È un viaggio tra architettura, sostenibilità e qualità della vita quello compiuto dal carpigiano 29enne Federico Pepe, laureatosi il 30 aprile nel corso magistrale in Architettura e Città Sostenibili dell’Università di Parma. Una passione nata sin da bambino. “Mi è sempre piaciuto progettare e costruire”, racconta. Un interesse che lo ha portato prima al diploma in Costruzioni, Ambiente e Territorio al Luigi Einaudi di Correggio, poi alla laurea triennale in Progettazione dell’Architettura al Politecnico di Milano, sede di Mantova, conseguita nel 2022. La scelta successiva è ricaduta su Parma, dove ha trovato un percorso formativo fortemente orientato alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica applicata all’architettura, alla pianificazione urbana e al recupero del patrimonio esistente. L’ultimo anno di studi è stato dedicato al tema del restauro e del riuso dell’architettura, ambito nel quale ha sviluppato una tesi (L’evoluzione del Piazzale della Pace a Parma, dalle origini

ad oggi. Valutazioni diacroniche tra storia, morfologia e microclima) che offre spunti concreti anche per realtà come Carpi. Al centro della sua ricerca c’è Piazza della Pace, uno degli spazi più significativi di Parma. Un luogo particolare, metà piazza e metà parco, che Pepe definisce una vera e propria “piazza-parco”. Per comprenderne l’identità, il giovane architetto ha svolto un’approfondita ricerca storico-archivistica, ricostruendo oltre un secolo di trasformazioni urbane. La piazza, infatti, è il risultato di un processo in gran parte accidentale: nel secondo dopoguerra la demolizione del Teatro Reinach e dell’antico Palazzo della Prefettura lasciò un grande vuoto urbano che venne utilizzato per anni come parcheggio. Da allora si sono susseguiti numerosi progetti di riqualificazione mai realizzati, fino all’intervento firmato dall’architetto Mario Botta nel 2001. Il progetto trasformò l’area asfaltata in uno spazio pedonale con ampie superfici verdi, perlopiù a prato, valorizzando il vicino complesso monumentale della Pilotta e ridisegnando simbolicamente il teatro scomparso attraverso una grande vasca-fontana. “Ho ricostruito quattro diversi stati della piazza, dal Novecento a oggi, mostrando sia le trasformazioni avvenute sia quelle soltanto immaginate”, spiega Pepe. La parte più innovativa della tesi riguarda però l’analisi ambientale e microclimatica dello spazio urbano. Attraverso software dedicati, Federico Pepe ha simulato il comportamento della piazza nelle diverse condizioni climatiche per individuare le soluzioni più efficaci in termini di comfort termico e vivibilità. I risultati parlano chiaro: il verde urbano può fare la differenza. Piazza della Pace è oggi uno dei principali collegamenti tra il centro storico e l’Oltretorrente, un ruolo che impone di preservarne la funzionalità. Tuttavia, secondo lo studio, esistono margini di miglioramento importanti. Tra le proposte figurano “l’inserimento di filari alberati ad alto fusto lungo i percorsi di attraversamento e la ricostruzione di un antico bosco di platani un tempo presente nell’area, con l’obiettivo di creare vere e proprie isole di comfort climatico durante i mesi più caldi”. Le conclusioni della ricerca di Federico Pepe però non riguardano soltanto Parma. Le metodologie utilizzate possono infatti essere applicate a molte altre piazze italiane che soffrono gli effetti delle ondate di calore estive e tra queste vi è anche la nostra Piazza Martiri. “Una Piazza di oltre 16mila mq che fino ai primi decenni del Dopoguerra veniva utilizzata a parcheggio per poi essere pedonalizzata. Un cambiamento che inizialmente ha rappresentato un incentivo alla socialità ma che negli ultimi decenni ha visto un notevole declino legato sia a una società mutata sia al peggioramento del comfort termico della Piazza, a causa della perdita di verde che rendeva più accattivante e vivibile tale spazio urbano. Nelle ore più calde attraversarla diventa difficile a causa delle elevate temperature percepite”, osserva Pepe. Se a Parma gli interventi possono puntare sulla riforestazione urbana di alcuni spazi, a Carpi la situazione richiede soluzioni differenti ma non per questo meno efficaci. Tra le ipotesi suggerite dal giovane neo laureato vi sono “il ritorno delle alberature nell’area verde antistante Palazzo Pio e l’inserimento di alberi in grandi vasi sul rialzato della piazza, interventi capaci di aumentare le zone d’ombra e migliorare significativamente il microclima urbano”. Il valore scientifico del lavoro è stato riconosciuto anche in ambito accademico. In collaborazione con il gruppo di ricerca dell’Università di Parma coordinato dalla professoressa Barbara Gherri, Federico Pepe ha trasformato la sua tesi in un paper scientifico presentato il 18 giugno scorso durante il congresso internazionale Colloqui. AT.e 2026, a Pavia. Un risultato prestigioso per il giovane carpigiano, che dimostra come la ricerca universitaria possa offrire risposte concrete alle sfide delle città contemporanee. E come il futuro delle piazze, da Parma a Carpi, passi sempre più attraverso la sostenibilità e la capacità di progettare spazi resilienti ai cambiamenti climatici. Tutela del patrimonio e sostenibilità ambientale possono andare a braccetto, basta volerlo.

Jessica Bianchi

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