Sciopero degli addetti alla Casa di Riposo Cortenova di Novi

Le lavoratrici e i lavoratori della Casa di Riposo Cortenova di Novi di Modena oggi, 12 dicembre, sono in sciopero dopo sette mesi di trattative con la cooperativa, senza che si sia registrato il minimo avanzamento. Al centro del confronto, informa una nota sindacale del S.i. Cobas, ci sono varie questioni, “dal superamento della banca ore e l’obbligo di fornire i fogli presenza da allegare alle buste paga”.

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Sciopero degli addetti alla Casa di Riposo Cortenova di Novi: “la coop La Pineta non riconosce diritti basilari” afferma il S.I.Cobas.

Le lavoratrici e i lavoratori della Casa di Riposo Cortenova di Novi di Modena oggi, 12 dicembre, sono in sciopero dopo sette mesi di trattative con la cooperativa, senza che si sia registrato il minimo avanzamento. Al centro del confronto, informa una nota sindacale del S.i. Cobas, ci sono varie questioni, “dal superamento della banca ore e l’obbligo di fornire i fogli presenza da allegare alle buste paga. Si tratta – spiega la nota – di diritti basilari, strumenti minimi di trasparenza e tutela, che non stravolgono certo l’organizzazione del lavoro ma che dovevano costituire il primo passo per aprire un percorso di reale miglioramento delle condizioni salariali e lavorative. Il rifiuto dell’azienda di riconoscere perfino queste richieste minime è invece un segnale chiaro: nella sanità privatizzata ogni margine di profitto viene costruito spremendo chi lavora, mentre ai cittadini vengono offerti servizi sempre più costosi e sempre più impoveriti”.

La cooperativa, si legge ancora nella nota, “…pretende di continuare a gestire il personale come manodopera sacrificabile, giocando con orari, carichi di lavoro e diritti fondamentali. Ma le operatrici e gli operatori iscritti al S.I. Cobas non ci stanno. Oggi si fermano, alzano la testa e denunciano pubblicamente un modello che vorrebbe renderli invisibili, sottopagati e ricattabili. La loro lotta è la lotta di tutte e tutti noi perché la qualità del lavoro nella sanità e nel socio-assistenziale è la condizione essenziale per garantire la qualità del servizio, la dignità delle persone assistite e la sicurezza della comunità. In un contesto nazionale in cui la privatizzazione della cura avanza a passo spedito e in cui la logica del profitto sostituisce ogni forma di responsabilità sociale – conclude il sindacato –, la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori della Cortenova rappresenta un esempio importante: dimostra che organizzarsi è possibile, che i diritti non si barattano, e che solo attraverso la lotta collettiva si può invertire la tendenza allo sfruttamento sistematico”.

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