Colpito con dei sassi il senzatetto che dorme su una panchina in Piazzale Marconi

La presenza di senzatetto a Carpi è sostanzialmente una novità ma l’emergenza abitativa anche nella nostra città è ormai una piaga e il crescente impoverimento non potrà che acuirla ulteriormente. Una situazione potenzialmente esplosiva che le dipendenze rendono ancor più drammatica.

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Foto di repertorio

Lo hanno svegliato di soprassalto lanciandogli dei sassi. Brusco risveglio, venerdì 14 giugno, per il senza fissa dimora che dorme su una panchina di Piazzale Marconi, l’area posizionata tra il Parco delle Rimembranze e corso Fanti. L’uomo, piangendo, ha chiesto aiuto a una famiglia che stava passando di lì dopo aver trascorso la serata al parco. “Ci ha raccontato di come alcuni ragazzini in bicicletta lo avessero colpito con dei sassi per poi scappare via. Un comportamento davvero gravissimo”, spiega il nostro concittadino.

La presenza del senzatetto alle porte del centro storico è ormai fissa e ha scatenato varie polemiche ma, aldilà dei cori inneggianti il mancato decoro, il problema ha contorni ben più complessi. L’uomo, originario della Bassa modenese, è da tempo un visitatore assiduo del Pronto Soccorso cittadino dove più di una volta è giunto privo di sensi dopo essere stato recuperato dai soccorritori del 118 su segnalazione di passanti che lo avevano visto riverso al suolo. La situazione precaria del senza fissa dimora non è passata inosservata e nonostante lui non sia carpigiano i Servizi Sociali, unitamente al personale medico del Pronto soccorso cittadino, si sono attivati per cercare di convincerlo a sottoporsi alle cure di cui necessita prima che sia troppo tardi ma lui continua a rifiutarle. L’uomo, infatti, non rappresenta un pericolo per gli altri, bensì per se stesso. Chiamare le Forze dell’ordine per allontanarlo non è una soluzione bensì un modo per voltare la testa dall’altra parte e spostare semplicemente il problema un poco più in là. Impossibile usare le “maniere forti”: un trattamento sanitario obbligatorio è infatti impraticabile in questo caso così come invitarlo ad abbandonare la città non sarebbe risolutivo. Impossibile anche trovargli una collocazione all’interno del Centro di ospitalità per adulti casa ex Carretti perché i suoi sette posti, da regolamento, sono rivolti – che piaccia o no – esclusivamente a persone con problematiche psico-sociali e con grave disagio abitativo appartenenti a uno dei quattro comuni dell’Unione delle Terre d’ Argine e non è il suo caso.

La presenza di senzatetto a Carpi è sostanzialmente una novità ma l’emergenza abitativa anche nella nostra città è ormai una piaga e il crescente impoverimento non potrà che acuirla ulteriormente. Una situazione potenzialmente esplosiva che le dipendenze rendono ancor più drammatica. A Carpi non esiste un dormitorio pubblico rivolto a chiunque non abbia un tetto sopra la testa a prescindere dalla sua precedente residenza, eccezion fatta per quello della Caritas diocesana con tre posti letto. Una goccia nel mare. Gli spazi che da un decennio dovrebbero essere occupati da un ostello al Foro Boario – e sul quale ancora tutto tace – non potrebbero essere convertiti a questo scopo? Spazi protetti in cui dormire e fare un doccia e dove, forse, ritrovare la forza necessaria per chiedere aiuto.

Jessica Bianchi