Carpi dodici anni dopo il terremoto: ancora 20 famiglie assistite

Nel carpigiano sono 20 le famiglie assistite che non hanno ancora fatto rientro nelle proprie case ma il completamento della ricostruzione post sisma in città è vicino. Delle 629 pratiche di Richiesta contributo ricostruzione privata presentate, al momento, ne rimangono in essere 87 per edifici che hanno subito danni gravi: 36 hanno già terminato i lavori e si sta provvedendo all’istruttoria per il rilascio del saldo del contributo, 24 hanno completato il 70% dei lavori, 13 hanno uno stato di avanzamento lavori tra il 15% e il 40% mentre in 14 casi non risultano ancora iniziati i lavori di ricostruzione. Ad oggi sono stati assegnati contributi per un importo di 179.315.132 euro di cui 160.866.304 euro erogati.

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2012 - Il centro storico di Carpi è zona rossa

Erano le 4.03 del 20 maggio 2012 quando una scossa di terremoto di magnitudo 5.9 con epicentro a Finale Emilia, in provincia di Modena, devastò le vite di oltre 750.000 emiliani. Un incubo che si concluderà solo il 12 giugno, dopo una seconda terribile scossa il 29 maggio (magnitudo 5.9), 186 scosse significative, di cui 34 di scala pari almeno a 4, 28 morti, 300 feriti, 17.000 sfollati, 18mila studenti fuori dalle aule e 13 miliardi di euro di danni, di cui almeno 6 alle 35.000 imprese di un territorio capace di produrre, da solo, il 2% del Pil nazionale. Un anno, il 2012, che resterà scolpito nella mente di tutti noi, ma come procede la ricostruzione a Carpi dodici anni dopo?

Nel carpigiano sono 20 le famiglie assistite che non hanno ancora fatto rientro nelle proprie case ma il completamento della ricostruzione post sisma in città è vicino. Delle 629 pratiche di Richiesta contributo ricostruzione privata presentate, al momento, ne rimangono in essere 87 per edifici che hanno subito danni gravi: 36 hanno già terminato i lavori e si sta provvedendo all’istruttoria per il rilascio del saldo del contributo, 24 hanno completato il 70% dei lavori, 13 hanno uno stato di avanzamento lavori tra il 15% e il 40% mentre in 14 casi non risultano ancora iniziati i lavori di ricostruzione. Ad oggi sono stati assegnati contributi per un importo di 179.315.132 euro di cui 160.866.304 euro erogati.

Al dramma di coloro che hanno perduto la propria unica abitazione e che, nel caso di danni gravi, per anni, hanno dovuto confrontarsi con le lungaggini della macchina della ricostruzione – dalla regia regionale farraginosa a tecnici privati non sempre sul pezzo, al fallimento d’impresa – vi sono anche cittadini che hanno “colto la palla al balzo” per così dire e sistemare le seconde case di campagna, spesso veri e propri tuguri a cui il sisma non ha dato altro che il colpo di grazia. Impossibile stabilire con certezza quante di quelle vecchie abitazioni abbiano usufruito dei contributi pubblici come ci confermano dagli uffici comunali competenti: “non abbiamo un dato scorporato rispetto alle seconde case bensì per unità abitative principali (1.339 Principali) e non (371)” ci spiegano. Tra queste 371 vi è di certo qualche ex rudere trasformato in villa e oggi potenzialmente rivendibile sul mercato. Un boccone amaro da mandare giù per quegli imprenditori e privati che non si sono visti coprire interamente i danni subiti.

Jessica Bianchi