Il disboscamento delle rive del fiume Secchia: via ai lavori di sicurezza idraulica

“Non si tratta di un semplice intervento di pulizia” precisa l’ing. Massimo Valente di Aipo, l’Agenzia Interregionale per il fiume Po “ma dell’inizio dei lavori per migliorare le prestazioni della Cassa d’espansione. GUARDA TUTTE LE FOTO

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Foto di Fabrizio Bizzarri

Non è passato inosservato il taglio degli alberi in corso all’interno della Cassa d’espansione del fiume Secchia sul lato occidentale verso Rubiera: lo hanno segnalato attenti cittadini allarmati per la distruzione della vegetazione nel Parco fluviale ricompreso tra i comuni di Campogalliano, Modena e Rubiera rimarcando il fatto che si tratta di alberi sani con qualche decennio di vita alle spalle, utili a rendere più solide e salde le rive del fiume e da difendere in quanto habitat ideali per preservare la biodiversità.

“Non si tratta di un semplice intervento di pulizia” precisa l’ing. Massimo Valente di Aipo, l’Agenzia Interregionale per il fiume Po “ma dell’inizio dei lavori per migliorare le prestazioni della Cassa d’espansione aumentandone il volume, accrescendo la capacità di contenimento dell’acqua in caso di piena del Secchia e consentendo il transito a valle delle acque in maggiore sicurezza”. L’importo dei lavori ammonta complessivamente a 27 milioni di euro ed è finanziato con fondi Pnrr.

La Cassa d’espansione è un’opera idraulica che nasce con la funzione di proteggerci e, per la sua natura e per la conformazione della zona in cui è realizzata, acquista anche un’importante valenza ambientale. “Ci sono questi due interessi che si sovrappongono, per cui nella valutazione di impatto ambientale sono stati coinvolti tutti gli enti, dalla Regione all’Ente Parco, con cui continuiamo ad avere un rapporto stretto. Il progetto è molto articolato ed è stato sviluppato nei minimi dettagli perché sapevamo di dover intervenire all’interno di un’area Sic (Sito d’importanza comunitaria) e Zps (Zona di protezione speciale)”.

Un occhio guarda ai lavori mentre l’altro valuta l’impatto ambientale attraverso il monitoraggio e le misure di compensazione. “Il monitoraggio dei parametri di qualità dell’aria e dell’acqua, dei livelli acustici, della fauna ittica, anfibi, rettili e avifauna proseguirà per tutta la durata dei lavori e servirà per predisporre eventuali misure di contenimento e mitigare gli effetti. Per compensare l’eliminazione di tante piante, è già stato calcolato e definito a livello cartografico l’ampliamento dell’area Sic-Zps a monte, oltre l’area della Cassa, e la piantumazione partirà in autunno”.

Per spiegare il taglio delle piante, l’ing. Valente fa riferimento al progetto che prevede la costruzione di diaframmi, cioè di setti che scendono in verticale nel terreno come ‘muri’ per impedire la filtrazione della falda dal fiume verso l’esterno e far in modo che l’argine faccia da barriera sia nella parte superficiale sia nel sottosuolo. “Collocato al piede dell’argine, il diaframma scende in profondità nel terreno per una quindicina di metri: per poter procedere è necessaria una bonifica bellica, per effettuare la quale è necessario togliere tutte le piante al piede dell’argine”.

Questa fase dei lavori rappresenta il 10% dell’intervento complessivo e si entrerà nel vivo a luglio quando la Cassa sarà ripulita dei materiali di deposito che si sono accumulati: è previsto lo scavo anche in corrispondenza dello sbarramento dove si è formato un isolotto su cui è cresciuta la vegetazione ed è anche un’area importante dal punto di vista ambientale, un habitat favorevole per la riproduzione di alcune specie di avifauna classificata successivamente come area di interessa naturalistico”. Il prelievo della terra avrà un ulteriore impatto evidente al pari del taglio della vegetazione e anche per tale motivo sono state previste le misure di compensazione prescritte in fase di Valutazionne d’Impatto Ambientale per un importo complessivo di 1,2 milioni di euro. Il progetto di tali opere di compensazione prevede essenzialmente la piantumazione di nuove essenze di tipo autoctono nelle aree di ampliamento delle zone SIC e ZPS. Il periodo individuato per avviare la realizzazione della piantumazione è l’autunno 2024, stagione migliore per garantire l’attecchimento delle nuove piante.

Sara Gelli