Le Forze dell’Ordine identifichino i minori che bighellonano per la città durante l’orario scolastico

Quali azioni mettere in campo per assicurare a studenti e docenti la sicurezza che meritano? Il dirigente dell’Itis Leonardo da Vinci, Marcello Miselli non ha dubbi: “tutti dobbiamo concorrere alla sicurezza dei nostri ragazzi e dei nostri insegnanti ma è alle Forze dell’ordine che spetta il compito del controllo e della repressione. Identificare i ragazzi in età scolare che ogni giorno bighellonano per viale Peruzzi o per il centro storico, zaino in spalla, sarebbe un inizio. Cosa ci fanno in giro per strada anziché essere a scuola? Identificazione a cui dovrebbero seguire le opportune segnalazioni ai genitori o ai Servizi Sociali”.

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Marcello Miselli

Cancelli e porte chiuse, tesserino di identificazione per gli studenti… sono solo alcune delle “soluzioni” proposte dal sindaco e non solo dopo il gravissimo episodio accaduto il 29 novembre all’Istituto Vallauri, dove un gruppo di minori di nazionalità straniera, si è introdotto durante la ricreazione, aggredendo uno studente e un insegnante intervenuto per difenderlo. Una vera e propria spedizione punitiva che fa seguito a quella dell’11 ottobre scorso quando, fuori dai cancelli del Fanti, a essere preso di mira da una decina di giovanissimi era stato un liceale, prima accerchiato e poi picchiato con calci e pugni. Episodi che stanno sollevando preoccupazione tra le famiglie così come tra i dirigenti scolastici i quali chiedono a gran voce una maggiore presenza delle Forze dell’Ordine non solo all’entrata e all’uscita da scuola ma anche in concomitanza degli intervalli. 

A intervenire sul tema è il preside dell’Itis Leonardo da Vinci, Marcello Miselli, che ammette come “dall’inizio di quest’anno scolastico la situazione sia diventata assai complessa a causa della presenza di questo gruppo di ragazzi che gioca a fare la gang. Un fenomeno sempre più diffuso anche nella vicina Modena. Che sia per gioco o per sfida poco importa, la loro è una mentalità pericolosa che non può essere in alcun modo sottovalutata e che, al contrario, esige un’azione di contrasto forte da parte di Polizia e Carabinieri”.

In varie occasioni, prosegue il dirigente, “alcuni ragazzi si sono intrufolati anche al Vinci, complice la confusione degli intervalli, ma non si sono mai verificati episodi spiacevoli. Come si fa a riconoscerli in mezzo a un migliaio di altri ragazzi? Ciò che mi preoccupa è che ci sia una banda di minorenni che si organizza per andare a picchiare qualcuno. Non si tratta di una semplice scazzottata tra due compagni: qui vigliaccheria e violenza vanno di pari passo”, prosegue Miselli.

Il Vinci, così come altre scuole ha già adottato alcuni provvedimenti: dagli intervalli scaglionati alla sorveglianza di tutti i locali scolastici, cortile compreso, durante la ricreazione da parte di professori e personale Ata, a incontri dedicati alla legalità. Inoltre, se qualche studente adotta comportamenti non adeguati, “vengono immediatamente presi dei provvedimenti disciplinari come la sospensione. Non siamo teneri e non lasciamo mai correre perchè il rispetto delle regole è importante”, dichiara il dirigente.

Sulla possibilità di chiudere porte e cancelli Miselli è laconico: “sono convinto che una scuola non sia un carcere, bensì un luogo aperto dove i giovani devono imparare a responsabilizzarsi. Inoltre i cancelli sono facilmente scavalcabili, chi vuole entrare, un modo per farlo lo trova sempre. Inoltre dal nostro cancello posteriore accedono tutti coloro che si recano a scuola in auto o in motorino per parcheggiare nell’area interna… chiuderlo è impensabile”. 

Nei prossimi giorni, su decisone del preside, verrà potenziato il numero delle telecamere: “alle dieci già presenti ne acquisteremo altre due per riprendere anche il cancello dietro e una parte di area cortiliva oggi non coperta. Stiamo valutando poi di chiudere il cancello anteriore 5-10 minuti prima degli intervalli per poi riaprirlo al termine della ricreazione”. 

L’ipotesi di introdurre forme di riconoscimento personale come i tesserini magnetici è invece difficilmente praticabile: “impensabile che mille studenti debbano passare ogni mattina attraverso dei tornelli, i tempi si dilaterebbero enormemente”, spiega Miselli. 

E allora che fare per assicurare a studenti e docenti la sicurezza che meritano? 

Marcello Miselli non ha dubbi: “tutti dobbiamo concorrere alla sicurezza dei nostri ragazzi e dei nostri insegnanti ma è alle Forze dell’ordine che spetta il compito del controllo e della repressione. Identificare i ragazzi in età scolare che ogni giorno bighellonano per viale Peruzzi o per il centro storico, zaino in spalla, sarebbe un inizio. Cosa ci fanno in giro per strada anziché essere a scuola? Identificazione a cui dovrebbero seguire le opportune segnalazioni ai genitori o ai Servizi Sociali. Confido che la gang entrata al Vallauri sia presto identificata e che vengano presi provvedimenti seri, solo così la situazione di allarme creatisi dall’inizio dell’anno potrà finalmente rientrare”.

Jessica Bianchi