Il Carpi supera il Prato ma il resto è Far West

L'esordio del Carpi nella Serie D è vincente ma la giornata è sporcata da una “caccia all'uomo” - nella fattispecie l'attaccante Simone Saporetti – che tutto, fuorchè lo sport, rappresenta.

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L’esordio del Carpi nella Serie D è vincente ma la giornata è sporcata da una “caccia all’uomo” – nella fattispecie l’attaccante Simone Saporetti – che tutto, fuorchè lo sport, rappresenta. Il parapiglia nasce per il gol vittoria biancorosso: Saporetti, nel corso della meccanica di un’azione di restituzione palla, interpreta il velo del difensore centrale pratese Monticone come una ripresa delle ostilità, soffia la sfera al centrale toscano e insacca alle spalle di Balducci il gol del decisivo 3-2. Il resto è pura follia. 

Dalla panchina del Prato – peraltro già dimostratasi nervosa in occasione della stizzita esultanza del centravanti Tedesco – inizia una violenta rincorsa a tutto campo a Simone Saporetti. A nulla serve la mossa del tecnico Cristian Serpini, che lo toglie immediatamente dal campo: il mister del Prato Lucio Brando, espulso dal campo pochi istanti prima, lo aspetta nel tunnel con il chiaro intento di farsi vendetta da solo. Colpevole anche l’arbitro, incapace di gestire una situazione da “regolamento di conti”. Al termine della gara alle supponenti parole di condanna da parte dell’ex di turno Balducci, fanno da contraltare il muro della Società AC Carpi eretto e difesa del professionista Saporetti: una ferma condanna del “far west”, generato dall’esasperata reazione pratese, proseguito anche in nel tunnel degli spogliatoi. 

Provando a parlare di calcio, un Carpi bello e cinico per 70′ – meritatamente sul 2-0 grazie alle reti di Nicolò Verza e Marco Forapani, viene raggiunta a filo di novantesimo dal già citato Tedesco e dal diagonale di Addiego Mobilio. Il resto è storia e serve solo a mandare a referto i primi tre punti stagionali dei biancorossi davanti a un Cabassi tornato colorato, rumoroso e fattore.