Il post-punk dei londinesi Shame ai Giardini Ducali di Modena

Martedì 4 luglio prima serata per Arti Vive Festival. L’apertura di cancelli e biglietteria è alle 19.30, alle 20 suona Heron King, alle 20.30 i Korobu, alle 21.30 gli Shame. A seguire il dj set di Laika Mvmnt.

0
735

Hanno all’attivo tre album in studio, ma la vera cifra degli Shame è quella live: dal vivo il quintetto londinese sprigiona un’energia travolgente che lascia il segno. Martedì 4 luglio saranno loro i protagonisti della serata di apertura di Arti Vive Festival ai Giardini Ducali di Modena, con ingresso da corso Canalgrande, angolo corso Cavour.  L’apertura di cancelli e biglietteria è alle 19.30, alle 20 suona Heron King, alle 20.30 i Korobu, alle 21.30 gli Shame. A seguire il dj set di Laika Mvmnt. 

Quella di Soliera è la prima delle due sole tappe italiane del tour estivo che sta portando gli Shame in giro per il mondo. Tre album all’attivo: nel 2018 il debutto-rivelazione con Songs of praise, seguito nel 2021 da Drunk Tank Pink e dal recentissimo Food for worms. Nonostante il titolo poco romantico, Food for worms (Cibo per vermi) è infatti il disco che apre il ruggente mondo degli Shame alla melodia e ai sentimenti, in particolare quello d’amicizia, del bisogno di fiducia negli altri, dei rapporti che mutano. “Il titolo dell’album – ha spiegato il band-leader Charlie Steen – è un’espressione comune nel Regno Unito, si può interpretare in un’ottica triste, ma anche in prospettiva, come quando si contempla l’oceano e ci si sente minuscoli, ma in pace con se stessi. Esprime un conflitto che riguarda tutti, perché la fine è inevitabile, fa parte del ciclo della vita, ma non è così semplice capire come godersi il proprio tempo. E la rinascita; in fondo persino la morte ci fa rinascere riconsegnandoci a madre natura. Come cibo per vermi, appunto. Sì, per noi questo è un nuovo inizio, tra malinconia e speranza”. La Lamborghini dei dischi degli Shame, così Steen ha definito il disco. “La Lamborghini hai sempre voglia di portarla in giro, di metterla in mostra, no?”, aggiunge. Quanto ai testi, Steen confessa di essersi ispirato a Lou Reed. “È l’artista che mi ha influenzato di più nella vita, basta un ascolto per rimanere colpiti dalla semplicità dei suoi testi, e questa è una qualità così rara e difficile da ottenere… Le sue canzoni sono come fiabe o filastrocche che ti restano dentro per sempre: essenziali, dirette, immediate”.

Sul palco saliranno anche Heron King, il progetto solista del perugino Alessandro Bianchi, e i bolognesi Korobu. Alla fine il dj set a cura di Laika Mvmnt.