Nel modenese si fuma troppo e cresce l’uso di dispositivi contenenti tabacco o nicotina tra gli adolescenti

No Tobacco Day, Giornata mondiale senza tabacco. In provincia di Modena 117mila persone fumano sigarette e cresce il consumo di sigarette elettroniche e dispositivi con tabacco riscaldato. “Sono in corso ricerche cliniche per valutare a lungo termine gli effetti della sigaretta elettronica sugli alveoli polmonari e sull’albero bronchiale” sottolinea il dottor Massimo Bigarelli responsabile del Programma antifumo dell’Azienda Usl di Modena.

0
480
dottor Massimo Bigarelli responsabile del Programma antifumo dell’Azienda Usl di Modena e Giuliano Carrozzi direttore del Servizio Epidemiologia e comunicazione del rischio

Cresce in modo significativo in provincia di Modena l’utilizzo di dispositivi contenenti tabacco o nicotina mentre il consumo di sigarette ha interrotto la fase di calo a causa della pandemia ed è tornato a livelli pre-Covid.  Queste le principali novità dell’ultima indagine PASSI – Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia sul consumo di tabacco nel 2021-2022 e diffusa da Ausl Modena in occasione del No Tobacco Day, la Giornata mondiale senza tabacco che ricorre il 31 maggio. 

Per quanto riguarda l’utilizzo di dispositivi contenenti tabacco o nicotina (usati sia in modo esclusivo sia in modalità mista con le tradizionali sigarette) nella fascia di età 18-69 anni, in provincia di Modena si è passati dallo 0,9% del 2014 all’11,7% del 2022. Un aumento significativo, in linea con i dati regionali, che interessa anche gli adolescenti con una prevalenza delle femmine sui maschi: secondo l’indagine GYTS 2022 in Emilia-Romagna il 16% degli adolescenti 13-15 anni ha fumato sigarette tradizionali negli ultimi 30 giorni (11% dei ragazzi e 20% delle ragazze), il 15% sigarette a tabacco riscaldato (rispettivamente 11% e 19%) e il 18% sigarette elettroniche (rispettivamente 15% e 22%). Anche considerando le varie modalità (sigaretta tradizionale, tabacco riscaldato ed e-cigarette), si registra un consumo maggiore tra le femmine rispetto ai maschi. 

“Sono in corso ricerche cliniche per valutare a lungo termine gli effetti della sigaretta elettronica sugli alveoli polmonari e sull’albero bronchiale” sottolinea il dottor Massimo Bigarelli responsabile del Programma antifumo dell’Azienda Usl di Modena. “Da sottolineare che la dipendenza dalla sigaretta è dovuta alla nicotina ma comprende anche una gestualità, l’aspetto comportamentale su cui i corsi intensivi per smettere di fumare di Ausl cercano di intervenire. Comportamenti e gestualità che ritornano anche nel consumo di sigaretta elettronica e dispositivi con tabacco riscaldato”.

Ben 117mila persone, nella fascia di età 18-69 anni, fumano sigarette e nella fascia di età 18-24 anni i fumatori sono il 31% del totale. Purtroppo l’abitudine al fumo inizia sempre più precocemente: dall’indagine HBSC sugli adolescenti emerge che in Emilia-Romagna fuma sigarette l’1% degli 11enni, il 6% dei tredicenni e il 24% dei 15enni.

L’Azienda Usl di Modena sottolinea l’importanza della prevenzione che viene messa in campo dai suoi professionisti attraverso azioni di sensibilizzazione nelle scuole di tutta la provincia e iniziative di promozione della salute, mentre sono ripresi a pieno regime, dopo la fase acuta di pandemia, i corsi gratuiti per smettere di fumare nei vari Distretti. 

“L’efficacia dei corsi intensivi è provata, circa il 70% dei frequentanti è riuscito a smettere di fumare – spiega il dottor Bigarelli che suggerisce tre regole utili per smettere di fumare – fissare con carta e penna la data dell’ultima sigaretta, scalare lentamente la quantità di sigarette fumate e fare lunghe camminate all’aria aperta per favorire l’ossigenazione”.