“Caro il nostro dottor Artioli, ti lasciamo andare, ma con dolore”

La poetessa carpigiana Luciana Tosi ha dedicato un componimento poetico dialettale al dottor Fabrizio Artioli, primario dell’Unità operativa di Medicina Oncologica di Area Nord (Carpi e Mirandola) che da domani lascerà l’incarico per andare in pensione. “A t auguròmm ogni bèin per l’avgniir, insèmm a tuut quii ca se sta sintiir. A te vlòmm propria bèin cheer al noster dutoor Artiool. A t’lasòmm andeer, ma cun duloor”.

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La poetessa carpigiana Luciana Tosi ha dedicato un componimento poetico dialettale al dottor Fabrizio Artioli, primario del Reparto di Oncologia dell’Ospedale Ramazzini di Carpi che da domani 1° aprile lascerà l’incarico.  Dopo oltre 40 anni di attività professionale, di cui 32 in servizio presso l’Azienda Usl di Modena, il dottor Artioli ha infatti raggiungo il traguardo del pensionamento. 

Ieri sera, giovedì 30 marzo, al Circolo Guerzoni è stata organizzata una piccola festicciola in suo onore durante la quale Luciana ha letto la sua poesia suscitando la commozione dei presenti. Ecco il testo in dialetto con tanto di traduzione.

Al dutoor Artiool al và in pensiòun

La pensiòun, più che na taapa,
lee un congeed cal laasa
briisli ed tèimp in saaca.
Un ripoos meritee, per al lavoor
faat d’impègn e serietee.
A gh’è chi n vèdd l’ora
d’andeer in pensiòun,
a dipènd anch da la profesiòun,
un count lee sa straata dal spasèin,
dal mecaanick o dal muradoor,
ma etra storia lee sa gh và un dutoor.
Più che na pensiòun lee na separasiòun
con i malee e i colaboradoor,
as ròump un rapoort umaan,
cal tòca l’alma e l’coor,
faat ed fidùcia, speransa,
vìta e mort e, come deeres toort.
Omm ricevuu mia sol cuuri,
anch insegnamèint
come fer fruunt al pauri,
deedi cun cla profesionalitee,
che al dutoor Artiool al s’à dunee.
In tant a sòmm chè a saluteeret
in ste separasiòun furseeda
più che consensueela.
A te vlòmm ringrasieer,
per tùtt quel che te se dee,
a testa baas, te semnee, semnee.
Na graan famja needa  in ospedeel,
lee steeda na fortuna aveeret incuntree,
te resteree per sèmper in di noster coor.
A voi sol diir, che, se l’mònd al fùss gestii,
da esser acsè specieel, garantii che l’mond
al srèv più giùst e più beel.
A t auguròmm ogni bèin per l’avgniir,
insèmm a tuut quii ca se sta sintiir.
A te vlòmm propria bèin 
cheer al noster dutoor Artiool.
A t’lasòmm andeer, ma cun duloor.

Il dottore Artioli va in pensione.

La pensione, più che una  tappa,
è un congedo che lascia
briciole di tempo a disposizione.
Un riposo ben meritato,
dopo tanto lavoro e impegno dato.
C’è chi non vede l’ora
di andare in pensione,
dipende anche dalla professione,
un conto è se si tratta dello spazzino,
del meccanico o del muratore,
altra storia se si tratta di un dottore.
Più che una pensione è una separazione
con i pazienti e collaboratori,
termina un rapporto umano,
che tocca l’anima e il cuore ,
fatto di fiducia, speranza,
vita e morte e, come darci torto.
Non abbiamo ricevuto solo cure,
anche insegnamenti
come affrontare le paure,
date con quella professionalità,
che solo il Dott. Artioli riesce donare.
Siamo in tanti qui a salutarti
in questa separazione forzata,
più che consensuale.
Ti vogliamo ringraziare,
per tutto quello che ci hai dato,
e che, a testa bassa, hai seminato.
Una grande famiglia nata all’ospedale,
è stata una fortuna averti incontrato,
resterai per sempre nei nostri cuori.
Infine voglio dire che, se il mondo
fosse gestito da persone così speciali,
sicuramente il mondo
sarebbe più giusto e più bello.
Ti auguriamo ogni bene per l’avvenire,
insieme a tutti coloro che ci stanno a sentire.
Ti vogliamo veramente bene
caro il nostro dott. Artioli,
ti lasciamo andare, ma con dolore.