I lavori al Palazzetto dello Sport non inizieranno prima della primavera 2024

La gara di assegnazione per la realizzazione del progetto di ristrutturazione verrà fatta entro la fine del 2023, spiegano dalla Provincia di Modena, e quindi verosimilmente il cantiere dovrebbe decollare nella primavera 2024 ma non vi è ancora nulla di certo né sulla data di inizio dei lavori né tantomeno sulla loro durata.

0
822

1 milione e 650mila euro di risorse del Pnrr saranno utilizzate per la ristrutturazione della palestra dell’Istituto Meucci, all’interno del Palazzetto dello Sport Enzo Ferrari grazie al bando del Ministero dell’Istruzione che ha assegnato il finanziamento al progetto candidato dalla Provincia di Modena. L’intervento di ristrutturazione prevede il miglioramento sismico dell’edificio e la manutenzione straordinaria degli spogliatoi, della pavimentazione dei campi di gioco e il rifacimento dell’impermeabilizzazione.

La gara di assegnazione per la realizzazione del progetto verrà fatta entro la fine del 2023, spiegano dalla Provincia, e quindi verosimilmente il cantiere dovrebbe decollare nella primavera 2024 ma non vi è ancora nulla di certo né sulla data di inizio dei lavori né tantomeno sulla loro durata.

All’interno del Palazzetto convivono due palestre utilizzate al mattino dagli studenti del Meucci e al pomeriggio dalla Polisportiva Nazareno, la chiusura della struttura, anche in considerazione della penuria di impianti in città – Gallesi e Focherini infatti sono ancora off limits – rappresenta comunque una patata a dir poco bollente per il Comune di Carpi.

“Stiamo valutando un paio di soluzioni alternative affinché l’attività sportiva di tutti venga tutelata, con l’auspicio che alcune strutture tornino disponibili prima dell’avvio del cantiere”, spiega l’assessore allo Sport, Andrea Artioli.

“Il Comune – commenta il presidente della Polisportiva Nazareno, Davide Testi – ci ha rassicurati dicendo di essere al lavoro per trovare una soluzione al problema. La speranza è che la trovino in tempi brevi perché le due palestre del palazzetto le utilizziamo sia per gli allenamenti di pallacanestro che di ginnastica e dal momento che tutti gli impianti cittadini sono fortemente congestionati non sarà facile aggirare questa ennesima chiusura”.

Per gli impianti sportivi carpigiani – e le società che li gestiscono – il momento non è certo dei più ridenti e non solo per le condizioni non proprio ottimali in cui versano. A giugno infatti scadranno le convenzioni stipulate con numerose società sportive, un cambio di passo, quello imposto dalle nuove normative, che sta creando preoccupazioni e pure qualche mal di pancia.

“Dal 1° gennaio 2023 – spiega il dirigente Giovanni Lenzerini – è entrato in vigore un nuovo decreto secondo cui per dare in gestione un impianto di qualsivoglia natura, da un campo da calcio a una palestra per intenderci, la norma a cui fare riferimento è quella del Codice degli appalti. Vengono quindi di fatto superate le leggi regionali in base alle quali erano state fatte finora le convenzioni. Come abbiamo già detto anche alla Consulta dello Sport non possiamo parlare dei bandi prima che escano. Ciò che è sicuro è che faremo le procedure necessarie in tempi coerenti, d’altronde siamo i primi a non volere dei buchi di gestione degli impianti”.

Le palestre oggi disponibili in città sono poche e pertanto assai contese e un’idea lanciata dalla Consulta Sport è quella di sfruttare i capannoni vuoti: “una legge regionale consente alle ex imprese – artigianali, commerciali o industriali – che vogliono vendere o dare in affitto i propri spazi dismessi affinché vengano adibiti ad attività sportive dilettantistiche di non avere costi legati alla riconversione”. Un messaggio nella bottiglia che potrebbe aggirare un altro grave problema ovvero la gara andata deserta per la costruzione della nuova palestra del Piazzale delle Piscine. 

Jessica Bianchi