Emilia Levi prende per mano chi ricorda la sua storia

Come si può spiegare ai più giovani la guerra? Come si può raccontare la Shoah, l’abisso della perdita dei diritti, la persecuzione senza che prevalga l’orrore? Dopo quattro anni di ricerche e un lungo lavoro di ricostruzione storica, Marzia Lodi ha dato vita a quella bambina raccontandone la storia prima dell’orrore in Emilia Levi. Fiore di speranza (Libreria Ticinum Editore) illustrato da Giorgio Carrubba

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Come si può spiegare ai più giovani la guerra? Come si può raccontare la Shoah, l’abisso della perdita dei diritti, la persecuzione senza che prevalga l’orrore? Ecco che Emilia Levi li accompagna pagina dopo pagina e al termine dell’album illustrato li congeda lasciando loro un fiore di speranza.

Figlia dell’ingegner Aldo Levi di Milano, aveva cinque anni quando Primo Levi la notò sul treno diretto dal Campo di Fossoli ad Auschwitz: anche lei scenderà dal quel treno ma non supererà mai i cancelli perché subito inviata alla camera a gas.

Dopo quattro anni di ricerche e un lungo lavoro di ricostruzione storica, Marzia Lodi ha dato vita a quella bambina raccontandone la storia prima dell’orrore in Emilia Levi. Fiore di speranza (Libreria Ticinum Editore) illustrato da Giorgio Carrubba: chi ha avuto già l’occasione di avere quella pubblicazione tra le mani ha potuto riconoscere la profondità senza sconti della fotografa di Novi chiamata d’urgenza alla scrittura e la maestria dell’illustratore di Rolo che ha dato forma a quell’immaginazione.

 

Questo libro, che scardina certi cliché perché contiene la vita di una bambina e della sua famiglia prima del dramma, è stato concepito affinché possa essere in futuro uno strumento didattico per le scuole e già si sta lavorando per costruire un progetto.

“È stato un lavoro lunghissimo che ha evocato tanti miei ricordi di bambina ed è come se Emilia Levi tornasse per parlare di sé attraverso un album di ricordi fotografici: noi le abbiamo dato voce col testo e con le immagini. Lei è un fiore di speranza che vogliamo trasmettere a tutti: suscita in noi una nuova volontà di fare memoria partendo da ciò che l’altro prova”.

“Nelle illustrazioni – afferma Giorgio Carrubba – ci sono i ricordi di Emilia, come se fossero vecchie fotografie di un album, inizialmente a colori vivaci che poi lentamente sbiadiscono fino a diventare completamente scuri”.

Emilia Levi. Fiore di speranza diventa un po’ anche la favola a cui i ragazzini si possono aggrappare senza menzogne perché dice la verità in modo che essi stessi ne possano gestire il peso: è stato così per Elia che ha voluto un uccellino per stare accanto a Emilia, è stato così per Alice e Viola che hanno ‘prestato’ le loro mani ai bambini nel disegno della festa di Purim. Loro sono i primi fiori di speranza perché si ricorderanno per sempre di questa storia.

‘Emilia Levi. Fiore di speranza’ di Marzia Lodi e Giorgio Carrubba sarà presentato venerdì 27 gennaio alle 20.30 a Novi di Modena, presso la Sala Civica Ferraresi, in Piazza Primo Maggio con accompagnamento musicale della Banda Giovanile Intercomunale Novi-Soliera; sabato 28 gennaio alle 16.30presso Casa Gallini a Voghera; domenica 29 gennaio alle 17 presso il Centro Habitat di Soliera con accompagnamento musicale.

Sara Gelli