A scuola con il visore: l’esperienza della realtà aumentata e virtuale al Liceo Fanti

È un giorno qualunque al Liceo Fanti e non c’è aula in cui non ci siano studenti al lavoro: ci sono quelli che preparano il debate in lingua inglese, chi frequenta il corso di teatro francese, nell’ultimo atrio docenti e genitori incontrano Don Giovanni Fasoli, social educator, nonché docente IUSVE e psicoterapeuta, nell’ambito del progetto Siamo OnLife

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Basta poco agli studenti di 1F, 1H e 2G per capire come gestirsi nella realtà aumentata: dal menù aprono una grande finestra attraverso la quale entrano nella stanza verde e iniziano a interagire con il compagno di classe che si trova in un’altra stanza connessa per conseguire lo scopo che è stato loro assegnato. Non più solo finalizzata alla visualizzazione di oggetti, nella realtà aumentata prendono corpo le idee.

A guidarli nell’esplorazione delle tecnologie immersive è Ragtag, uno dei primi XR Studio italiani con sede a Modena e specializzato nello sviluppo di software per realtà virtuale e realtà aumentata al servizio delle imprese. “Dopo la lezione teorica per capire come funzionano le tecnologie immersive e quali applicazioni possono avere nella vita quotidiana e lavorativa – spiega Eugenio Gatto di Ragtag – gli studenti hanno potuto vivere l’esperienza coi visori all’interno di una escape room concepita come un ambiente simbolico da cui uscire attraverso soluzioni logiche. Non solo. Per poter evadere sono costretti a interagire tra loro, a comunicare e a collaborare”.

La professoressa Roberta Righi insieme al dirigente scolastico Alda Barbi

È evidente quanto le tecnologie immersive possano così essere d’aiuto nello sviluppo delle soft skills, come sottolinea la docente e referente del progetto Roberta Righi, perché “si supera la dimensione del gioco per intraprendere un percorso che consenta ai ragazzi di capire quali sono le applicazioni nel mondo reale. Lavorare sui contenuti digitali: questa è la strada”.  Per il Liceo Fanti quella di giovedì 12 gennaio è la seconda fase di una formazione iniziata quest’estate alla Fondazione Golinelli a Bologna e  “il progetto prevede visite al Bett di Londra, la più grande manifestazione internazionale dedicata alle innovative tecnologie didattiche, e alla Big Rock School, partner di HFarm in provincia di Treviso mentre nel mese di febbraio saranno ospiti del Liceo studenti rumeni, polacchi, olandesi e spagnoli a cui i nostri ragazzi restituiranno questa esperienza” annuncia Alda Barbi, dirigente scolastico del Liceo Fanti, individuato come Polo di Formazione nell’ambito del PNRR relativo alla Didattica digitale: i percorsi formativi saranno proposti in altre scuole italiane di diverse regioni tra cui l’Istituto Superiore Silva Ricci di Legnago, il Paradisi di Vignola, il De Sanctis di Roma e il Liceo Agnesi di Merate.

È un giorno qualunque al Liceo Fanti e non c’è aula in cui non ci siano studenti al lavoro: ci sono quelli che preparano il debate in lingua inglese, chi frequenta il corso di teatro francese, docenti alle prese con gli scrutini o con il Programma Operativo Nazionale (PON) del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Ospiti in questo periodo della scuola sono Caroline e Gabriella nell’ambito del progetto di scambio col MIT di Boston: affiancano gli studenti impegnati nel debate di inglese e svolgono approfondimenti di ottica geometrica.

Nell’ultimo atrio docenti e genitori incontrano Don Giovanni Fasoli, social educator, nonché docente IUSVE e psicoterapeuta, nell’ambito del progetto Siamo OnLife i cui referenti sono i docenti Luca Maugeri e Lucia Roncaglia. “Partendo dalla consapevolezza che la tecnologia e il digitale impattano sul presente, se ne analizzano gli aspetti problematici e disfunzionali – spiega Don Fasoli – senza dimenticare che si tratta di una dimensione di sviluppo per un adolescente che costruisce la propria identità”. L’attività è stata proposta al mattino agli studenti delle seconde classi chiamati a riflettere anche sui temi del cyberbullismo attraverso contributi video e interazione a piccoli gruppi.

Sara Gelli