A Carpi i fuochi d’artificio sono proibiti tutto l’anno, basterà il divieto a Capodanno?

In base alla tipologia delle violazioni la sanzione va da 50 a 300 euro, oltre a multe accessorie come la cessazione dell’attività e il ripristino dello stato dei luoghi.

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L’Amministrazione comunale ricorda che il divieto di utilizzare fuochi d’artificio a Carpi è permanente dal 2019, 365 giorni l’anno, perché “assorbito” dal Regolamento – mentre fino al 2018 era oggetto apposita ordinanza nel periodo natalizio. Pertanto, a differenza del passato, il Comune non emette più provvedimenti in materia, dato che appunto il Regolamento (art. 21) non circoscrive la proibizione a un periodo specifico. All’origine del divieto definitivo vi furono varie motivazioni, rafforzate da dati statistici: innanzitutto la sicurezza delle persone, ma anche la tutela e il rispetto per gli animali, sia quelli d’affezione sia in generale, e il rispetto dell’ambiente, visto che esplosioni e combustioni producono fumi e gas inquinanti per l’atmosfera, oltre a residui solidi che sporcano il suolo.

Precisamente è vietato, per chi non ha la licenza prevista dalle norme di Pubblica Sicurezza, “accendere fuochi d’artificio o fare esplosioni o accensioni pericolose in un luogo abitato o nelle sue adiacenze o lungo una pubblica via o in direzione di essa”.

Inoltre è vietato “effettuare o far effettuare, in qualsiasi luogo pubblico o di uso pubblico, lo scoppio di ogni tipo di fuoco o gioco pirotecnico di libera vendita”.

Allo stesso modo, è proibito “lanciare gli artifici verso luoghi pubblici o di uso pubblico da aree private, finestre, balconi, lastrici solari, luci e vedute e simili”.

Nel tutelare gli animali domestici, l’articolo prevede anche doveri verso i loro proprietari: in particolare, “devono vigilare e attivarsi affinché l’eventuale disagio che gli scoppi determinassero negli animali non causi danni alle persone e agli animali medesimi”.

In base alla tipologia delle violazioni la sanzione va da 50 a 300 euro, oltre a multe accessorie come la cessazione dell’attività e il ripristino dello stato dei luoghi.